Innanzitutto, congratulazioni per la pubblicazione del tuo nuovo album, "Fallen"! È fantastico poter ascoltare nuovamente del materiale chitarristico da parte tua dopo lunghi anni di silenzio. Puoi raccontarci dell'idea alla base del disco? Esiste un concetto che comprende tutte le composizioni come era il caso del disco precedente?
Grazie molte. Sì, anche
"Fallen" è un concept album e direi che è molto simile a
"Belus", solamente che questa volta non si tratta di mitologia o della morte e rinascita di una divinità.
"Fallen" riguarda la morte e la rinascita dell'uomo in senso metafisico.
Il periodo che va dagli inizi alla metà degli anni '90 risentì di una forte influenza dello stile figurativo di Theodor Kittelsen, associato agli agghiaccianti troll, eccetera. Tutto questo è entrato a far parte del "marchio" Burzum e dell'immaginario ad esso legato. Tuttavia la copertina del nuovo album sembra abbandonare del tutto l'estetica delle oscure foreste e delle creature mitiche. Qual è il motivo di tale inaspettata svolta verso l'immaginario dei Preraffaeliti?
Beh, credo che il problema qui non riguardi me, ma coloro che sono rimasti troppo attaccati all'idea che Burzum e
Kittelsen fossero indissolubilmente legati, il che è accaduto probabilmente solo perché ci è voluto così tanto tempo prima che pubblicassi un nuovo album e presentassi loro "idee fresche" riguardanti Burzum. Sono felice di sentire che
"Filosofem" ha avuto un grande impatto, ma Burzum non è solamente
"Filosofem", e
"Filosofem" fu realizzato nel marzo del 1993. Parliamo di diciotto anni fa. Ora, perché mai Burzum del 2011 dovrebbe essere identico a Burzum del 1993?
La ragione per cui ho scelto il dipinto
"Élégie" per la copertina del disco è che si adatta perfettamente al tema di quest'ultimo, e ci riporta indietro nel tempo, ad un'epoca più romantica.
Ricordo quando il video di "Dunkelheit" apparve. Era qualcosa di veramente nuovo. Lo considero uno dei migliori video metal in assoluto: unisce magistralmente la dolorosa malinconia della canzone stessa con un girato esoterico e minimalista. Hai intenzione di rientrare nelle fangose acque del clip-making per realizzare altri video?
Ne stiamo parlando, il mio manager e io, ma niente più di questo per ora.
Che cosa puoi dire della nuova etichetta con cui stai collaborando? Sei interessato alle dinamiche della promozione e della distribuzione, a questioni di vendite e royalties? Oppure ti consideri un idealista che non viene toccato da questi gretti dettagli?
No, mi considero troppo occupato per occuparmi troppo di queste cose. Ho degli obblighi verso la mia etichetta e i miei distributori, dunque lavoro alla promozione, ma il resto lo lascio ai professionisti.
Una volta dicesti che quando saresti uscito di prigione avresti ri-registrato "Dauði Baldrs" con suoni adeguati, poiché esso era stato concepito come un album metal, ma, a causa delle comprensibili circostanze legate al tuo arresto, era stato registrato con un sintetizzatore. Hai abbandonato questo progetto per dedicarti al nuovo materiale?
Beh, penso che tu abbia capito male, ma mi rendo conto del motivo. Io parlavo della
canzone "Dauði Baldrs",
non dell'album, e come potresti già sapere tale canzone è già stata ri-registrata con un suono adeguato in occasione dell'album
"Belus".
Veniamo, se ti va, alle solite vecchie questioni. Penso che tu sia stufo e nauseato di raccontare ancora e ancora di quei tempi, ma magari puoi spendere qualche parola. Ricordi mai il periodo precedente alla tua prigionia? Cerchi di analizzare ciò che avresti potuto fare in modo diverso? Oppure consideri quell'epoca qualcosa che appartiene al passato e ti concentri solo sui compiti presenti e futuri?
È tutta acqua passata. Io vivo nel presente e nel futuro, non nel passato.
Qual è il tuo attuale punto di vista riguardo Euronymous? Nutri una qualche sorta di rispetto per quell'uomo?
Gli ci sono voluti nove anni per fare
un buon album con la sua band, dobbiamo concederglielo, ma a parte questo non nutro alcun rispetto per lui.
L'ascesa del Black Metal fece scalpore a causa degli incendi alle chiese in Norvegia, che scatenarono il sensazionalismo nei media e produssero epigoni tra i giovani di altri paesi. La logica radicale di tali azioni anticristiane è comprensibile, ma personalmente sono dispiaciuto per la bellezza di quegli edifici in legno andati distrutti tra le fiamme. In ogni caso, le incisioni nel legno includevano folklore nativo ed elementi pagani. Consideri sempre tali azioni giustificabili e ragionevoli?
Non so come costruite voi le chiese in Bielorussia, ma posso assicurarti che le chiese norvegesi non sono affatto belle. Le chiese a pali portanti a cui ti riferisci vennero date alle fiamme, ma nessuno scoprì mai il colpevole, dunque non venire da me a parlarmi di queste cose.
Il cristianesimo è la causa diretta o indiretta di tutti i problemi che abbiamo oggi, dunque non me ne frega niente se qualcuno decide di bruciare uno dei loro templi ebraici, e penso che qualunque problema essi incontrino sia solo un raccogliere ciò che hanno seminato nel corso dei secoli.
Kadmon, un ricercatore e musicista australiano, ha messo in relazione la metafisica del Black Metal con il mito della caccia selvaggia. Che cosa ne pensi? Quali elementi e principi mitici e metafisici potresti associare alla tua musica?
Beh, ricordo di aver letto ciò che ha scritto in proposito
Kadmon, ma è stato molti anni fa, in effetti sono passati più di dieci anni, dunque non ricordo bene e di conseguenza non dovrei parlarne. In effetti si tratta di una materia piuttosto ampia e
penso di aver già scritto qualcosa su questo in un articolo disponibile su burzum.org. O forse ne ho scritto in un libro sull'argomento che non ho pubblicato... :-/
Comunque, è veramente una materia troppo ampia per parlarne, anche in un'intervista come questa.
Ho notato che da quando sei uscito di prigione rilasci molte interviste. È piuttosto strano per una persona che considera (o considerava) se stesso un misantropo. O forse il tuo disgusto per la comunicazione con altre persone si manifesta nella vita reale ma non quando comunichi attraverso internet?
Dici sul serio? Da quando misantropia significa che bisogna smettere di comunicare con gli altri? Dunque, io penso che questa società non valga niente e che la maggior parte degli esseri umani siano feccia subumana, così dovrei smettere di comunicare anche con coloro che non lo sono? Io parlo alle masse, attraverso la e-mail, allo scopo di trovare i pochi che lo meritino, per così dire, e se non capisci la logica che c'è in questo non è un mio problema.
Io sono cresciuto in un villaggio dove i miei genitori tenevano maiali e vacche. Così, mi piacerebbe chiederti della tua vita nella fattoria che hai comprato. Possiedi del bestiame, il che è piuttosto comune per persone che vivano in una fattoria, oppure la utilizzi solo come abitazione e per comporre musica?
Per me è solamente una casa, e un luogo dove comporre musica. È anche la mia fortezza, per così dire, dove intendo sopravvivere al caos che verrà con il collasso di questa civiltà.
Che cosa ne pensi degli insediamenti in cui intere famiglie abbandonano le città e si stabiliscono in campagna? Non si tratta di una fuga dalla realtà, di un'illusone di libertà dal fardello della vita moderna?
Ora, io non credo che nessuno pensi di liberarsi dal fardello della vita moderna, semplicemente lo alleggeriscono coi mezzi che hanno a disposizione. Le città attraggono per la maggior parte ratti ed esseri umani gretti, non sono posto per uomini buoni, e specialmente non in situazioni di crisi.
Comunque, in Norvegia si assiste ad un flusso di famiglie olandesi le quali si trasferiscono nelle campagne norvegesi, fuggendo dalla loro patria poiché è stata invasa da migranti musulmani ed è prossima al collasso nel caos totale e nella miseria. La loro maggiore libertà dal crimine, dallo stupro e dal razzismo anti-bianco essendosi trasferiti dai Paesi Bassi alla Norvegia non è un'illusione, amico mio.
Uno degli argomenti che più mi attrae nei tuoi scritti è il tuo richiamo all'espansione nello spazio come priorità del genere umano. Personalmente, credo che la graduale riduzione del programma spaziale dagli anni '80 in poi sia stato un infelice passo indietro e una grave perdita per la società moderna. Veniamo privati del sogno delle stelle. L'umanità si è fatta più pragmatica e terra-terra, più limitata e stagnante. Il benessere materiale e la piena soddisfazione delle aspirazioni individuali sono divenuti l'obiettivo principale delle istituzioni politiche contemporanee. Forse avremmo bisogno di un ritorno al romanticismo cosmico, oppure siamo ormai inchiodati completamente al suolo?
...l'uomo non è mai stato sulla Luna, sai, era tutto finto (vedi
"Was The Apollo Moon Landing Fake?" (L'allunaggio Apollo era falso?)), e tuttora non siamo in grado di allontanarci di molto dal nostro stesso pianeta a causa della fascia di van Allen, rilevata non molto lontano dalla Terra; dunque, in un certo senso, siamo e siamo sempre stati inchiodati completamente al suolo.
Detto questo, penso che sia sano sognare le stelle e pianificare il futuro nell'ottica che saremo in grado di lasciare il nostro pianeta per atterrare, in futuro, su altri pianeti o lune. Forse dovremmo abbandonare l'approccio scientifico e cercare altre vie per raggiungere le stelle?
Qual è il tuo punto di vista riguardo il ruolo della Germania nella storia della Norvegia durante la seconda guerra mondiale e riguardo Vidkun Quisling, il cui nome tu hai utilizzato come pseudonimo? Quale è stata, secondo te, la principale ragione per cui il Reich tedesco è stato sconfitto?
In effetti, Qisling (senza la "u") è il nome di una delle mie antenate, la mia trisavola Susanne Malene Qisling, dunque non ho utilizzato il nome di Vidkun Quisling come pseudonimo. Semplicemente, qualche volta ho utilizzato uno degli nomi della mia altra famiglia... (che era la stessa a cui apparteneva Vidkun Quisling). Dunque avevo diritto di usare quel nome.
I Quisling/Qisling/Kvisling, comunque, in origine erano una nobile famiglia danese, proveniente da Kvislemark, in Danimarca. La forma latinizzata di Kvislemark era Quislinus, di qui l'origine del cognome. Essi si unirono attraverso il matrimonio con una nobile famiglia norvegese, di Bakka, nel Telemark, quando la Norvegia faceva parte della Danimarca.
I tedeschi non giunsero in Norvegia come forza di occupazione, bensì per aiutarci a difenderci dall'assalto franco-britannico che era stato pianificato, e per qualche ragione il "governo" norvegese fuggì all'arrivo dei tedeschi abbandonando il paese nel caos più completo. Alcuni norvegesi credettero che ci trovassimo sotto attacco, altri compresero che stavamo ricevendo aiuto e molti non sapevano che cosa credere o pensare.
I tedeschi si comportarono molto bene in Norvegia, e dei circa 10000 norvegesi uccisi tra il 1940 e il 1945 solo 3600 furono responsabilità diretta o indiretta dei tedeschi - per un terzo, infatti, si trattava di marinai norvegesi costretti a lavorare per gli alleati. I rimanenti vennero uccisi direttamente dagli alleati.
La principale ragione per cui la Germania fu sconfitta? Conosco molte ragioni per cui persero la guerra, ma
la principale? Forse il fatto che sottovalutarono la forza materiale dell'esercito sovietico. I tedeschi attaccarono l'Unione Sovietica con circa 4500 carri armati obsoleti, molti dei quali sequestrati agli eserciti cecoslovacco e francese, e si trovarono di fronte più di 32000 carri armati sovietici, molti dei quali erano primi modelli di T-34, KV-1 o KV-2, tutti mezzi di qualità superiore. Un'altra ragione
fondamentale potrebbe essere la scarna rete stradale sovietica, e il fatto che, quando pioveva, anche i
panzer tedeschi avevano problemi a raggiungere qualsiasi luogo, a causa delle strade strette. Fu disastroso per un esercito che nella mobilità aveva la sua tattica principale.
In ogni caso, non credo che vi sia un'unica ragione. I tedeschi persero per molte ragioni che, combinate insieme, divennero un ostacolo troppo grande da affrontare e questo distrusse le loro possibilità di vittoria. O forse bisognerebbe indicare in Hitler la causa principale della sconfitta tedesca. Avere un caporale come autorità militare suprema non può essere un bene per un esercito...
Io penso che le relazioni tedesche con i paesi vicini non fossero meno drammatiche di quelle tra Unione Sovietica e paesi come Bielorussia, Ucraina, Lituania, Polonia... Molto sangue è stato versato. Come conciliare i sentimenti nazionalistici, associati al senso dell'onore verso il proprio paese, la sua storia e la sua identità etnica, con la solidarietà tra tutti i popoli europei, senza considerare la difficile storia delle loro relazioni?
Questa è certamente una questione difficile, ma potrebbe aiutare iniziare a vedersi reciprocamente come fratelli e sorelle, anziché solo come vicini. Personalmente io sono un nazionalista, ma la mia razza è la mia nazione, e io considero tutti i veri europei come miei fratelli e come facenti parte della mia nazione, che siano essi norvegesi, danesi o svedesi, francesi, tedeschi o inglesi, russi, polacchi, bielorussi o quant'altro. Magari non aiuterò gli altri a pensarla diversamente, ma posso cambiare me stesso e perlomeno non ho problemi con nessuna delle nazioni europee. Coloro che si trovano in Europa e
non sono europei d'altro canto...
L'Europa occidentale contemporanea è sommersa da ondate di migranti provenienti da paesi del meridione. Molti di loro sono divenuti la quinta colonna della colonizzazione islamica. Come si può risolvere questo problema? L'Europa verrà coinvolta in una guerra etnica oppure finirà per essere parte di un califfato? Che cosa ne pensi delle idee espresse dal movimento White Reconquista?
L'Europa si rivolterà prima che le cose si spingano troppo oltre, ma penso che il problema verrà risolto dai cosiddetti partiti estremisti di destra. Tali formazioni divengono sempre più popolari nell'Europa occidentale, e in Francia il loro candidato è il
più popolare nella corsa alle presidenziali del prossimo anno. Se la Francia dovesse divenire un paese cosiddetto di destra radicale, allora abbandonerà l'Unione Europea, rimpatrierà i migranti musulmani, e gli altri paesi europei la seguiranno e faranno lo stesso. Se ciò
non accadrà,
allora finirà con la pulizia etnica e con la guerra civile, questo è certo. Le finte "democrazie" tipiche della nostra parte del mondo, in ogni caso, cadranno, presto o tardi.
Il professor Kazys Pakstas, espatriato lituano, sviluppò l'idea di una Confederazione Baltoscandinava, la quale dovrebbe unire Svezia, Danimarca, Norvegia, Finlandia, Estonia, Lettonia e Lituania. Ne hai sentito parlare? Che cosa ne pensi?
Sì, ne ho sentito parlare, e sono sicuro che alle popolazioni baltiche e agli estoni piacerebbe solo per ragioni economiche. La Scandinavia e la Finlandia sono sommerse da criminali provenienti da questi paesi, per questo non credo che troverai molti scandinavi o finlandesi che siano felici di un'ipotetica unione di questo tipo. Né credo che troverai molte persone nei paesi UE disposte a questo, per le stesse ragioni, e poi perché essi sono schifosamente poveri e rappresentano un problema per gli altri paesi dell'Unione Europea. Peccato che l'Unione Europea non sia governata dai cittadini dell'Unione Europea, ma da una élite corrotta che si preoccupa solo dei propri interessi e conti in banca.
Dal punto di vista culturale Danimarca, Svezia e Norvegia sono praticamente identiche, dunque potrebbero benissimo formare una Scandinavia unita, ma la Finlandia è molto diversa, e così Estonia, Lettonia e Lituania, e non vedo perché questi paesi dovrebbero essere legati da un'unione politica. In ogni caso, che cosa c'è di male nelle nazioni indipendenti? Abbiamo veramente bisogno di tutte queste unioni?
...e trovo molto strano, dal momento che le popolazioni baltiche e gli estoni hanno fatto così tanto per abbandonare l'Unione Sovietica, che ora vogliano invischiarsi così velocemente in un'altra unione. Perché? Dopotutto non volevano l'indipendenza? Preferivano gli ebrei dell'Unione Europea come padroni, piuttosto che i russi?
Che cosa ne pensi dell'Unione Europea? Si tratta di un fallimento di proporzioni epiche oberato dalla burocrazia oppure vedi in essa una base per la comunità spirituale dei popoli europei e per la rinascita dell'impero europeo?
L'Unione Europea sta facendo del suo meglio per distruggere l'Europa e trasformarla in un fantoccio di Israele, e in essa non vi è nulla di europeo, per così dire. L'UE è gestita dagli ebrei e dai loro lacchè e andrebbe distrutta prima possibile. Essa è uno strumento per costringere tutti gli europei ad accettare ogni sorta di obbrobrio che non desiderano realmente, ed è sicuramente un disastro.
Che cosa ne pensi degli ideali monarchici? È comprensibile che, nei paesi scandinavi, tali ideali sono stati compromessi dalle monarchie locali trasformate in graziose decorazioni di un ordine politico socialdemocratico. Tuttavia, vedi un potenziale nel ritorno ai veri ideali di potere, autorità ed ereditarietà in quanto mezzi per sconfiggere l'apatia sociale e la profanità civile?
Beh, certamente non credo nella cosiddetta "democrazia", ma penso che sarebbe una buona cosa avere una vera democrazia
1, in cui solo determinati cittadini abbiano diritto di voto. Potrebbero eleggere tra loro uno sceriffo per governare ogni distretto, un conte per governare ogni contea, un sovrano per governare ogni regione e un grande re per governare la nazione; e ogni governante dovrebbe rispondere al suo diretto superiore ovvero, nel caso del grande re, a un consiglio composto da tutti i sovrani. Solamente ai cittadini maschi nativi che siano sposati e possiedano figli, una proprietà e un rango militare dovrebbe essere permesso votare ed essere eletti. E nuove elezioni dovrebbero tenersi ogni anno in occasione di un grande Þing (cioè, una riunione pubblica), o possibilmente ogni quattro anni. Ogni persona eletta dovrebbe poter essere immediatamente rimpiazzata nel caso in cui dimostri di essere corrotta o non faccia un buon lavoro.
Non possiamo ritornare al passato, e il potere dovrebbe essere meritato, non ereditato dai genitori, come originariamente (in epoca pagana) accadeva.
Come descriveresti le tue attuali opinioni politiche? Per quali forze politiche o partiti simpatizzi in Norvegia, in Scandinavia e in Europa?
In Norvegia non esistono partiti politici per cui valga la pena simpatizzare. La cosiddetta "democrazia" in Norvegia è una finzione. So poco dei partiti politici danesi e svedesi, ma conosco meglio il
Front National francese, per cui simpatizzo al 100%.
Quando si tratta di forze politiche, in Norvegia e altrove, io - per dirla semplicemente - simpatizzo per tutti coloro che vogliano cacciare via ogni singolo musulmano e ogni singolo ebreo dall'Europa, per tutti coloro che vogliano "smantellare" l'Unione Europea e per tutti coloro che vogliano nazionalizzare ogni paese del nostro mondo.
Tu sei stato uno dei fondatori del Den Hedenske Front. Ma dopo un certo periodo di attività e di creazione di canali internazionali, questa organizzazione è scomparsa. Hai seguito il suo destino, e pensi di ritornare ad attività di quel tipo?
Quell'organizzazione non è mai stata gestita da me, e non credo nemmeno che valga la pena di fare sforzi per riportarla in vita.
Oggi esistono molti gruppi e movimenti di natura differente che promuovono il ritorno alle radici pagane e la rinascita della religione pre-cristiana. Potresti definire brevemente ciò che il paganesimo significa per te e come dovrebbe configurarsi una tale religione nel XXI secolo: nostalgia per l'"età dell'oro" oppure visione del mondo tecno-gnostica orientata al futuro?
Come ho detto prima, non è possibile ritornare al passato, e nemmeno dovremmo provarci. Sicuro, possiamo mantenere la nostra "età dell'oro" come un sogno e come qualcosa nel nome di cui lottare, ma dobbiamo guardare al futuro e non al passato. Il paganesimo è un sistema di valori e virtù, di idee e ideali, e dovremmo portarli con noi nel futuro. Sono parte di noi in quanto europei; sono nel nostro sangue. Magari abbiamo bisogno di accettare anche alcuni aspetti religiosi di tutto ciò, per coloro che sentono la necessità di un tale nonsenso, ma, parlando in generale, noi non dobbiamo lottare per una società religiosa, bensì per una società fondata sulla ragione e sulla conoscenza. Sulla gnosi, se vuoi.
La tecnologia non è una cattiva cosa in sé. Niente lo è, a meno che non lo si usi male o per nuocere. Anche il cibo può essere cattivo, nel momento in cui non si sappia come relazionarsi ad esso.
Hai cambiato opinione sulla fede cristiana la quale, negli ultimi duemila anni sul suolo europeo, ha incorporato molti elementi dell'eredità pagana? Dovremmo combattere il cristianesimo proprio mentre siamo di fronte al presente e reale pericolo dell'islamizzazione?
Beh, il cristianesimo è al 90% paganesimo nel senso che tutti i suoi rituali e le sue festività sono mutuati dalla nostra religione europea,
dunque il cristianesimo è molto meglio dell'Islam, ma il problema è che sono prima di tutto e soprattutto i cristiani (e i socialisti) a permettere l'arrivo dei musulmani, e lo fanno
proprio perché sono cristiani. L'Islam non rappresenta un problema negli stessi termini: nessun europeo degno di questo nome si converte all'Islam.
Noi - gli europei - siamo ancora cristiani, non importa quanti musulmani giungano nei nostri paesi. Dunque potremmo, se lo decidessimo, semplicemente mettere al muro tutti i musulmani che si trovano in Europa, e a quel punto dovremmo sparare anche solo a poche migliaia di europei. Il resto sarebbero arabi, turchi, curdi, africani e così via. Questo non danneggerebbe in alcun modo l'Europa. Mentre non possiamo fare lo stesso coi cristiani senza distruggere anche la maggior parte dell'Europa.
L'Islam è un problema che si potrebbe risolvere bruscamente con la spada, per così dire, ma il cristianesimo è la piaga spirituale che ci fa accettare ciò che gli ebrei e i musulmani fanno a noi e nei nostri paesi in primo luogo. Il problema sono gli ebrei e i musulmani, questo è certo, ma la ragione per cui abbiamo questo problema è il cristianesimo (e anche l'internazionalismo in tutte le sue forme). Quindi dobbiamo eliminare la causa del problema per assicurarci che non accada di nuovo, di conseguenza dobbiamo combattere anche il cristianesimo.
Qual è la tua visione metafisica ed etica della guerra? Si tratta, in tutte le sue forme, solo di una manifestazione di tutte le tragedie umane ovvero di un'inevitabile condizione per l'esistenza del mondo, un fattore dell'evoluzione e dello sviluppo dell'uomo?
La guerra non è un male in sé, ma credo che possiamo fare la guerra in un modo più positivo che negli ultimi secoli, per così dire. La guerra è fondata sulla competizione, il che è una buona cosa. Nell'età della pietra i nostri progenitori organizzavano competizioni tra tutti gli uomini allo scopo di trovare il più forte e il più intelligente, e organizzavano competizioni di bellezza tra le donne per trovare la più bella; in seguito, l'uomo più forte e più intelligente veniva eletto "re" e la più bella delle donne veniva eletta "regina", e insieme governavano il "regno" nel ruolo di coppia sacra. Naturalmente, i loro figli erano di alta qualità, e col tempo ciò significava che la nobiltà diveniva sempre migliore. Come sai, la bellezza è segno di buona salute; troviamo belle le donne che sono più sane, e chiaramente essere forti e intelligenti è sempre una buona cosa. Da una prospettiva evoluzionistica questa era una società perfetta - la quale si conservò bene anche in tempi storici. Siamo a conoscenza dei giochi olimpici in Grecia, che erano una delle quattro competizioni che si tenevano nell'area di influenza greca (ne tenevano una all'anno), ma che sopravvissero anche in età cristiana nell'Europa occidentale nella forma dei carnevali e dei tornei tra cavalieri, e nell'Europa settentrionale e orientale nella forma di giochi tra bambini - spesso in occasione delle celebrazioni della primavera (i giochi della "sposa di maggio").
Questa era un'antica forma di guerra: una sana competizione allo scopo di trovare ed elevare il migliore tra noi. In origine la competizione aveva conseguenze letali: spesso i concorrenti riportavano ferite mortali, e il vincitore dell'anno precedente veniva ucciso dal nuovo vincitore, a meno che quello non si riconfermasse (ma, naturalmente, prima o poi sarebbe stato sconfitto, quando fosse divenuto vecchio e debole; allo stesso modo, la donna perdeva la sua bellezza, così entrambi venivano sostituiti da individui più giovani). Col tempo le conseguenze della competizione si fecero meno fatali, ma l'obiettivo rimase lo stesso: stabilire chi fosse il migliore.
Anche la guerra che conosciamo dai resoconti storici greci e romani era un evento positivo, nel senso che era il migliore a vincere le loro guerre. Coraggio, abilità e forza erano sempre importanti. Lo stesso si può dire di ogni guerra combattuta fino al Medioevo, quando vennero introdotte sempre più armi a lunga gittata e infine le armi da fuoco, che trasformarono la guerra in una carneficina in cui la morte colpisce a caso. In guerre del genere i primi a morire sono i più coraggiosi, mentre i codardi che scappano o si nascondono sono quelli che hanno più probabilità di sopravvivere.
Oggi la guerra è anche peggiore, come sai, e non solo il 90% delle morti si verificano tra i civili - spesso donne e bambini - ma la morte colpisce a caso anche tra i militari.
Oggi progrediamo dal punto di vista tecnologico, ma per quanto riguarda gli esseri umani assistiamo solo a degenerazione e regressione - e questo non riguarda solamente la guerra.
Cionondimeno, per come la vedo anche la guerra moderna è una buona cosa: forgia il vero cameratismo, la fiducia e l'orgoglio, e ci permette di scoprire da soli di chi possiamo fidarci e di chi no. Tutti gli uomini dovrebbero essere messi alla prova per mezzo della guerra, prima di poter decidere alcunché riguardo la società. Magari potremmo sostituire la guerra con altre forme di prova, che facciano emergere qualità analoghe nell'uomo, ma non sono sicuro che sia possibile trovare un valido rimpiazzo.
La mia visione etica della guerra? Beh, la guerra, come ho detto, è importante per noi per essere veramente in grado di avere fiducia negli altri e forgiare la vera amicizia e il vero cameratismo, e tutto questo è importante anche da un punto di vista etico. Noi siamo più corretti, gentili e di aiuto nei confronti di coloro per cui nutriamo fiducia. Una nazione dovrebbe intraprendere una guerra ogni vent'anni almeno, per esseri sicuri che tutte le generazioni abbiano l'opportunità di mettersi alla prova, e che sviluppino il necessario spirito di sacrificio e il legame forte che dovrebbero avere verso le proprie nazioni. Non è etico privare una generazione dell'opportunità di mettersi alla prova, riducendo così la forza di una nazione...
Qual è la tua opinione riguardo l'idea del nord come polo sacro, come proto-patria di una tradizione primordiale che fa capo a tutti gli indoeuropei? Quali sono i tratti fondamentali della visione del mondo e della mentalità nordiche? Che cosa puoi dire dei norvegesi del passato e dei norvegesi odierni - mantengono sempre viva la fiamma della cultura e delle tradizioni nordiche?
La cosa più probabile è che noi - la razza dalla pelle, dagli occhi e dai capelli chiari - abbiamo la nostra proto-patria nella Norvegia settentrionale. Quest'area oggi si chiama Hålogaland, un nome che si può tradurre con "terra sacra", e anche durante l'ultima glaciazione una parte dell'Hålogaland non era coperta dai ghiacci (la penisola di Lofoten), dunque non è impossibile che i nostri progenitori vivessero là, prima di diffondersi in tutta Europa e anche altrove.
I tratti fondamentali della mentalità europea, o della mentalità nordica se vuoi, sono l'onestà e la gentilezza, ma anche la perseveranza e la forza. La visione del mondo europea non è lineare, come quella giudeo-cristiana, ma circolare, di conseguenza il rapporto con la morte e con il pericolo è più disteso, e questo rende l'uomo europeo più coraggioso. Non vi è inizio ("giardino dell'Eden") né fine ("giorno del giudizio"), ma solo un ciclo eterno. Inverno/notte/eclissi lunare (rinascita/purificazione), primavera/mattino/luna crescente (nascita), estate/giorno/luna piena (vita) e autunno/sera/luna calante (morte), e tutto semplicemente si ripete, come ha sempre fatto, nella storia della nostra specie.
La Norvegia oggi è uno stato sovietico e la sua popolazione è in gran parte rovinata e plagiata, ma sicuramente possiamo riportarla alla grandezza. I norvegesi in passato non erano "norvegesi", ma Norreni - e lo stesso vale per i Danesi e per gli Svedesi, e anche per i Sassoni e per gli Angli del resto - e i Norreni furono tra gli ultimi europei a rimanere europei durante il processo di cristianizzazione dell'Europa. Addirittura nel XVII e nel XVIII secolo i danesi si lamentavano della natura pagana dei norvegesi, e questi norvegesi "uomini selvaggi delle montagne" ancora facevano la gara a chi avrebbe ucciso più preti e sceriffi danesi prima di venire uccisi essi stessi. Questo lato positivo dei norvegesi si conserva ancora oggi, lo dimostra il fatto che, nonostante la massiccia propaganda e il lavaggio del cervello, il popolo norvegese abbia rifiutato di unirsi all'UE -
per due volte. Sia nel 1972 che nel 1994. Un po' dello spirito selvaggio dei Norreni è rimasto. Per fortuna.
La vera luce della cultura e delle tradizioni europee è dentro tutti noi, sempre pronta ad essere riaccesa, poiché il nostro sangue è sempre europeo, ed è per questo che gli ebrei sono così ansiosi di mescolarci con altre razze. È l'unico modo che potrà mai permettergli di spezzarci.
Qual è la tua comprensione del concetto di razza? Lo consideri un concetto puramente biologico, associato ad un determinato fenotipo, oppure si tratta di qualcosa di più complesso? Condividi l'idea di Julius Evola, secondo cui esiste una razza del corpo, una razza dell'anima e una razza dello spirito?
Beh, io penso che tutto sia collegato al sangue (la razza del corpo), ma la razza della mente (non dell'"anima", quello è un concetto ebraico) e dello spirito
derivano dal sangue, di conseguenza possono sempre essere riattivate a patto che il sangue rimanga "puro". La mente e lo spirito possono cambiare, fino ad essere irriconoscibili, ma non sono mai perduti come può esserlo il corpo (il sangue). I figli di un massone cristiano socialista che ama gli ebrei possono sempre diventare uomini e donne buoni, ma i bambini ibridi saranno sempre perduti per la nostra razza.
La scienza più moderna - rifiutata e chiaramente odiata dagli ebrei e dai loro lacchè - suggerisce che noi, gli europei, discendiamo primariamente dall'
Homo neanderthalensis e solo in parte dall'
Homo sapiens. Anche le popolazioni asiatiche sono un misto di queste due specie, ma in loro vi è più
Homo sapiens che in noi. Gli occhi blu e grigi, i capelli biondi e lisci e la pelle bianca sono tutti tratti che abbiamo ereditato dall'uomo di Neanderthal, così come, del resto, la nostra grande intelligenza. L'
Homo neanderthalensis era più intelligente dell'
Homo sapiens. Noi condividiamo una parte del DNA (solo) delle femmine dell'
Homo sapiens, poiché quando essi giunsero in Europa gli uomini di Neanderthal (che erano più forti) uccisero gli uomini Sapiens e presero le donne come bottino, avendo poi dei figli con esse.
Gli uomini di Neanderthal erano praticamente identici ai moderni europei con capelli biondi, occhi blu e un naso lungo e diritto, erano solo un po' più bassi e massicci - e noi siamo cambiati non solo a causa del DNA delle femmine di
Homo sapiens, ma anche per via della microevoluzione.
Gli asiatici moderni non assomigliano agli uomini di Neanderthal perché hanno più DNA dell'
Homo sapiens rispetto a noi europei.
I tratti fenotipici sono molto importanti, comunque io vedo tutti gli europei dalla pelle chiara, a prescindere dal colore dei capelli e degli occhi, come veri europei. Abbiamo ereditato i capelli castani e gli occhi marroni dall'
Homo sapiens, ma nessuno di noi è puro, e nemmeno abbiamo bisogno di esserlo. Dobbiamo solo vedere la nostra come una situazione da conservare o, magari, da cui partire per divenire il più puri possibile.
In ogni caso, agli ebrei e ai socialisti non piace questa ipotesi, poiché contraddice la loro ipotesi di "un'unica razza umana", e rivela che noi non apparteniamo alla stessa specie degli altri...
Qual è la tua visione della teoria tripartita della società proto-indoeuropea elaborata da Georges Dumézil, la quale è suddivisa in sacerdoti, guerrieri e contadini? Pensi che questo modello possa ancora avere un'influenza ed essere applicabile?
Sì, ma non credo che Dumézil avesse ragione nel dividere la società in tre classi. I sacerdoti e i guerrieri facevano parte
della stessa classe: non vi erano re e sacerdoti nel passato pagano, ma solamente re-sacerdoti (e ancora prima re-stregoni), e anche tutti gli altri sacerdoti erano guerrieri.
La società dell'antica Europa è stata divisa in tre classi dal momento in cui venne introdotta l'agricoltura, ma non prima. La classe più alta era composta da uomini liberi che possedevano la terra (agricoltori). La classe media era composta da coloro che erano liberi, ma non avevano proprietà (braccianti). La classe più bassa erano gli schiavi (anch'essi braccianti). Il re-sacerdote (e la regina-sacerdotessa) venivano scelti tramite competizioni, del tipo che ho menzionato sopra. Solamente agli uomini liberi era consentito competere per questi titoli.
Tutti gli uomini liberi erano guerrieri e cacciatori, comunque, e tutte le donne erano raccoglitrici, ed è probabile che anche molti tra gli schiavi partecipassero alle guerre in veste di guerrieri.
Prima dell'introduzione dell'agricoltura tutti erano cacciatori-raccoglitori, dunque esistevano solamente due classi, gli uomini liberi e gli schiavi, e il numero degli schiavi era minore prima che l'agricoltura venisse introdotta.
Oggi dovremmo adottare un modello simile: una classe di uomini liberi che possiedono la terra e il diritto di votare e di essere eletti, una classe di lavoratori e, magari, anche una classe di schiavi.
Jarl, Karl e Þral.
Il primo album di Burzum registrato dopo il tuo rilascio, "Belus", ha come titolo il nome di un dio della luce degli indoeuropei. Tuttavia, un interpretazione di questo nome vuole che si tratti di una versione greca e poi latina del nome del dio semitico Baal. Tu come interpreti questo nome?
Ba'al è un nome di origine semitica e si può tradurre "signore", "padrone". Questo non ha nulla a che vedere con Baldur/Belus.
L'interpretazione la quale vuole che Belus sia una versione greca e latina del nome Baal non ha senso. Belus è un nome ricostruito a partire dal nome Baldur:
Norvegese: Baldur (Ball)
Antico norvegese (Norreno): Baldr/Ballr
Proto-norreno recente: *BalðuR/*BalluR
Proto-norreno antico: *BalþuR/*BalluR
Proto-germanico recente: *Balþuz/*Balluz
Proto-germanico antico: *Balþus/*Ballus
Forma indoeuropea: *Belus (dalla radice indoeuropea: *bel-)
Un asterisco (*) significa che la parola non è conosciuta attraverso fonti scritte, ma si tratta di una forma ricostruita a partire da regole grammaticali [e fonologiche, n.d.T.] conosciute.
La radice indoeuropea
*bel- significa "bianco splendente", e le forme più recenti del nome hanno infine acquisito il significato di "potente e splendente corpo celeste in cielo". In altre parole:
il Sole.
Posso aggiungere che il prefisso presente nel termine "Bielorussia" deriva dalla stessa radice indoeuropea. Questo spiega anche la ragione per cui alcuni popoli slavi hanno conosciuto Baldur/Belus con il nome Byelobog (ovvero Yarilo) o forme simili. (Non credo di dover tradurre per te questi nomi di slavi, vero?).
In Europa settentrionale abbiamo un nome che significa "signore", ed è Freyr, ma il suo nome in origine significa "amore" e "libero"; il significato di "signore" proviene dal fatto che egli era una divinità dei raccolti, di conseguenza forniva a tutti il pane. Il termine inglese "lord" deriva dall'antico inglese
"hleward" ("protettore del pane"). Dunque nemmeno Freyr ha nulla a che vedere con Ba'al, bensì egli è la stessa divinità del greco Dioniso, del romano Bacco/Liber, dello slavo Shiebog/Veles e del celtico Aengus; inoltre, secondo le regole grammaticali di cui si è a conoscenza in ambito scandinavo il suo correlativo indoeuropeo sarebbe *Prius. Tieni conto del fatto che anche il nome romano Liber significa "libero".
Che cosa sono per te gli dèi? Una metafora della natura, un principio cosmico eterno, una proiezione sociale o qualcos'altro ancora? Adori qualche divinità? Partecipi a, ovvero promuovi, dei rituali o delle festività?
Le divinità europee, tutte, non sono altro che spiriti antropomorfizzati. Quando l'uomo era ignorante sviluppò la fede negli spiriti per spiegarsi ciò che non riusciva a comprendere, e anche la fede nella sua stessa abilità di poter influenzare questi spiriti (cioè, la magia). Col tempo, l'uomo si accorse che la magia non aveva effetto, così iniziò a pregare gli spiriti. Di conseguenza, quelli che prima erano spiriti impersonali ed ermafroditi divennero divinità, con un nome e un sesso, ed è così che nacquero tutte le religioni del nostro mondo, compresa la nostra religione europea.
Dunque, non esistono divinità, e non sono mai esistite in nessuna cultura del nostro pianeta. E nemmeno gli spiriti sono mai esistiti, del resto. È tutto fondato sull'ignoranza in cui versava l'uomo dell'età della pietra.
Detto questo, le divinità della nostra cultura europea hanno ancora valore per noi, nel senso che rappresentano qualcosa di importante, i miti che le riguardano hanno valore sotto molti aspetti, e noi non dovremmo dimenticare questa parte della nostra cultura.
Io sono molto areligioso, sia nella teoria che nella pratica. Da un certo punto di vista vorrei essere stato più religioso; penso che le nostre tradizioni siano molto affascinanti e preziose, e non è un problema per me se altri praticano queste antiche tradizioni. Saranno in grado di farlo, se leggeranno il mio libro
"Sorcery And Religion In Ancient Scandinavia" (Stregoneria e religione nell'antica Scandinavia), il quale verrà pubblicato prossimamente. Le nostre antiche tradizioni sono molto importanti, in particolare per i nostri figli, i quali prima di diventare più vecchi e più saggi tendono a preferire spiegazioni rituali e incantesimi ovvero altri comportamenti ripetitivi allo scopo di trovare la pace della mente.
Se non mi sbaglio, tu non sei mai stato fuori dalla Norvegia. Comprendo che hai avuto delle limitazioni, dovute alla tua prigionia. Tuttavia, ti piacerebbe viaggiare, vedere altri paesi? Se sì, quali paesi ti piacerebbe visitare?
Beh, scusami, ma ti sbagli. Sono stato in molti paesi, e molte volte; ho anche vissuto per un anno a Baghdad, in Iraq, quando Saddam Hussein era presidente, e un altro anno in diversi luoghi della Francia. Sono stato anche due volte in Inghilterra, quattro volte in Belgio, una volta in Olanda, sei volte in Germania, sette volte in Danimarca, nove volte in Svezia, due volte in Libano, e una volta in Grecia, a Cipro e in Lussemburgo. Ho passato parecchio tempo all'estero.
No, in effetti non ho interesse a viaggiare, preferisco restare a casa. Come si dice, casa dolce casa. Comunque, sono stato costretto a viaggiare - e, se devo spostarmi, preferisco farlo in macchina. (In effetti, una volta sono stato in Inghilterra in macchina, grazie al traghetto tra Bergen e Newcastle, e a Cipro avevamo affittato una macchina). Magari, a un certo punto, vorrò vedere qualcosa in più dell'Europa.
È abbastanza naturale che, con l'età, le persone si facciano più moderate e cerchino di dimenticare il loro radicalismo giovanile. Potrei sbagliarmi, ma non credo che questa regola si possa applicare anche a te. Che cosa ne pensi? Sei divenuto più calmo, più misurato e meno categorico?
Penso che dovresti guardare il film
"Stalker" di Andreij Tarkovskij, facendo attenzione a ciò che in esso viene detto sugli alberi. (In ogni caso è un film
fantastico, forse il più bel film che abbia mai visto).
Diciamo che il tempo mi ha donato saggezza. Sebbene questo spesso significhi semplicemente che ora
so ciò in cui da giovane
solamente credevo.
Non vi è nulla di generale da dire a questo riguardo: sono più morbido
e più duro, più calmo
e più aggressivo, più misurato
e meno misurato, più categorico
e meno categorico, e così via.
Quali sono i tuoi piani per il futuro prossimo - proseguire la tua attività musicale, pubblicando nuovi album di Burzum ogni anno, scrivere libri, darti alla politica, o altro?
Il mio piano è di continuare a comporre musica, pubblicando un album nel momento in cui abbia abbastanza materiale per farlo. Pubblicherò anche il libro
"Sorcery And Religion In Ancient Scandinavia", che ho terminato nel 2007, ma non credo che continuerò a scrivere. Magari scriverò qualche articolo per burzum.org, di tanto in tanto, ma nulla di più.
No, non penso di darmi alla politica. Scrivere un articolo che parli di politica di tanto in tanto va bene, ma poi finisce lì.
Note a piè di pagina:
- Cfr. V. Vikernes, Paganism, IX, "The Ancient Democracy"; trad. it. Paganesimo, IX, "L'antica democrazia".
Autore: Alexey Dzermant (© 2011 "Druvis" almanacco, Bielorussia)
Traduzione di Lupo Barbéro Belli