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Intervista a Varg Vikernes
"Roadie Crew" rivista (#147, aprile 2011)
Luciano Krieger

Roadie Crew copertina rivista (2011)

FALLEN

"Fallen" introduce agli ascoltatori un nuovo suono, addirittura una nuova dimensione di Burzum. Più voci pulite, come si può notare in "Jeg Faller" e "Valen", un taglio più introspettivo ai testi, come viene dichiarato anche all'interno della pubblicazione. Al momento hai un approccio più sperimentale ed espandi le tue possibilità; consideri "Fallen" un nuovo passo nella carriera di Burzum (una nuova dimensione da esplorare)? Proseguirai in questa direzione?

Sì, credo che continuerò a provare nuovi approcci e metodi nel comporre e registrare la musica, ma solamente se penso che ciò renderà la musica migliore, in un modo o nell'altro. Innovazione e cambiamento per il solo gusto dell'innovazione e del cambiamento non hanno senso.

Inoltre, nel comunicato stampa dichiari che "Fallen" è stato masterizzato come musica classica. Potresti descrivere il processo di produzione e masterizzazione? Sono stati utilizzati strumenti analogici o un qualche tipo di software per giungere al prodotto finale? Ha collaborato anche Pytten durante questa fase?

Registriamo strumenti analogici digitalmente. La ragione per cui il disco è stato masterizzato in questo modo è che volevamo mantenere le dinamiche della musica. Chi masterizza musica metal sotto questo aspetto normalmente fallisce, fu il caso di "Belus", dunque per "Fallen" abbiamo fatto così.

Un altro aspetto di Burzum è l'elemento visivo. Le copertine dei tuoi dischi sono molto differenti, e le persone tendono ad associarle a diversi sentimenti. (La copertina di) "Hvis Lyset Tar Oss" trasmette misantropia, freddo, solitudine; quella di "Filosofem", attraverso l'arte di Theodor Kittelsen, l'arte ispirata dal popolo, lo spirito pagano; mentre "Fallen" condivide un momento eletto, arte ispirata al classicismo, qualcosa di molto delicato e misterioso allo stesso tempo. Che fattori hai considerato importanti quando hai scelto questo concetto visivo?

Doveva essere adatto al concetto dell'album. Tutto qui.

Gli album di Burzum danno sempre molta importanza all'introduzione e alla conclusione, stabilendo un ciclo, facendo sì che l'ascoltatore istantaneamente presti attenzione all'intera opera, e non ascolti solamente una singola traccia piuttosto che un'altra. "Fra Verdenstreet" e "Til Hel Og Tilbake Igjen" rendono evidente questo aspetto della musica di Burzum. Colleghi le tracce iniziali e finali all'idea dell'album? Le concepisci all'inizio oppure alla fine del processo compositivo?

Alla fine, e spesso, almeno parzialmente, vengono improvvisate in studio. Questo le rende più "a tono" con il feeling dell'album, e spendo molto lavoro ed energia in questo. L'album dev'essere una storia completa, con un inizio e una fine - e la fine spesso è semplicemente ciò che viene prima dell'inizio, rendendola una storia ciclica, che ripete se stessa all'infinito.


PASSATO, PRESENTE E FUTURO

"Belus" ha suscitato molti commenti da ogni parte del mondo, dal momento che era la prima pubblicazione dopo il tempo che hai passato in prigione. Puoi, per favore, dire qualcosa sulle tue aspettative una volta terminato quel disco? Che cosa hai provato quando era pronto per la pubblicazione?

Beh, ho pensato di aver fatto un buon lavoro e che ero soddisfatto del risultato. Il processo di mastering ha eliminato gran parte delle dinamiche dell'album, ma non abbiamo avuto il tempo di correggere questo aspetto, dunque ora, a posteriori, non sono del tutto contento, ma quando venne registrato e mixato tutto fu eccellente. Non pensai troppo a come "Belus" sarebbe stato percepito dagli altri. Mi piaceva, e per me era tutto ciò che contava.

Hai una palese preferenza per i vecchi strumenti quando registri. Hai mai pensato, ad un certo punto della tua carriera, di approfondire questo aspetto, facendo ricerche ed utilizzando strumenti medievali nelle registrazioni future?

In realtà, uso semplicemente l'equipaggiamento che ho a portata di mano. La ragione per cui ho elencato gli strumenti utilizzati per "Fallen" nel comunicato stampa è che volevo assicurarmi di non ricevere centinaia di e-mail in cui mi vien chiesto che strumenti io abbia utilizzato, e così via. Non mi interessa proprio di certe cose, e che me le si chieda non fa che irritarmi. Sì, mi piacerebbe utilizzare strumenti medievali, se sapessi dove trovarli...

"Dauði Baldrs" e "Hliðskjálf" sono due album molto diversi tra loro, per molti ancora difficili da comprendere. Molti giornalisti li hanno classificati come i dischi più avanguardistici della tua carriera. Nonostante siano stati registrati in carcere, e abbiano chiaramente risentito di quell'ambiente, hai progetti di ritornare al sintetizzatore e ai synth, e di registrare nuovamente un album esclusivamente con quel tipo di strumenti?

Non ho piani del genere, ma potrei farlo in futuro. In ogni caso, difficilmente lo farò col nome Burzum.

Dopo essere stato rilasciato, hai ricevuto inviti a registrare da parte di altri musicisti? Sei ancora in contatto con Fenriz, Abbath e le altre persone dei vecchi tempi?

Sì, molti inviti, ma la maggior parte da musicisti stranieri - e non sono interessato a collaborare con nessun musicista là fuori. No, non ho contatti con nessuno nella scena musicale norvegese.

Hai mai ricevuto, in qualunque momento della tua carriera, un qualche tipo di supporto economico o amministrativo da parte del governo norvegese? È noto che, nel tuo paese, esistono dei fondi a supporto degli artisti. Hai avuto contatti del genere in questi anni, o paghi tutto di tasca tua?

Non ho mai ricevuto nulla dal governo norvegese - e nemmeno ho mai chiesto nulla, del resto. Solo le band "politicamente corrette" (cioè di estrema sinistra) ricevono supporto dal governo norvegese, in ogni caso.

Sei soddisfatto del modo in cui viene condotto www.burzum.org? Controlli il modo in cui i contenuti, le immagini e le dichiarazioni vengono pubblicati? Ti chiedo questo principalmente perché www.burzum.com esiste tuttora. Hai delle questioni in sospeso con loro? Le persone dietro siti web come www.burzum.com ti contattano per poter pubblicare gli articoli su di te?

Gli individui dietro www.burzum.COM sono un'accozzaglia di ebrei che usano il sito per diffondere menzogne su di me e minare la mia credibilità, e per utilizzare la mia fama/infamia a loro vantaggio. Hanno acquistato il sito dal proprietario registrato (dovevo registrare il sito a nome di qualcun altro poiché mi trovavo in prigione) senza il mio permesso (dunque, in effetti me lo hanno rubato) e si sono rifiutati di chiuderlo da allora.

www.burzum.ORG è l'unico sito ufficiale di Burzum che esista, là fuori. Se non è su www.burzum.ORG, o è falso, o verrà confermato molto presto su www.burzum.ORG.

Progetti di scrivere un libro? Hai interessi letterari specifici attualmente?

No e no. Al momento non ho tempo per queste cose.

Ti viene attribuita una grande influenza sul Black Metal, quasi fossi un marchio, venendo citato da centinaia e centinaia di band e artisti. Ti riguarda in qualche modo il fatto di essere associato al Black Metal, oggi?

È ridicolo, poiché io non ho nulla a che fare col Black Metal. Anche "Filosofem", registrato nel marzo 1993, era un album anti-Black Metal, allo stesso modo in cui l'album d'esordio era un album anti-Death Metal.

Sai qualcosa riguardo il Sudamerica e il Brasile? La tua arte è molto conosciuta da queste parti, dunque vorrei sapere se ricevi un qualche tipo di riscontro da questi lidi.

Sì, ricevo molti riscontri via e-mail, ed è bello, però scusami, non conosco nessuna band sudamericana. Posso aggiungere che non conosco nemmeno band norvegesi, dunque non vi è ragione di disperarsi...

Come descriveresti Burzum a un nuovo arrivato, una persona che non abbia mai ascoltato la tua musica o letto i tuoi articoli?

È musica Heavy Metal che dà grande importanza all'atmosfera, meglio godibile quando si è soli.

Desidero veramente ringraziarti per l'opportunità di questa intervista. Sarebbe bello se potessi ricevere almeno alcune risposte, che saranno molto apprezzate dalle persone in Brasile e oltreoceano. Grazie per la pazienza, e accosenti a un messaggio finale, una dichiarazione che vorresti inviare ai lettori di "Roadie Crew" Magazine.

Grazie molte per il tempo e per l'interesse, signor Krieger. Buona fortuna per la sua rivista. Non ho altro messaggio per i vostri lettori, se non quello di godersi la musica!

Autore: Luciano Krieger (© 2011 "Roadie Crew" rivista, Brasile)
Traduzione di Lupo Barbéro Belli



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