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Intervista a Varg Vikernes
"Decibel" rivista (15.03.2011)
Chris Dick

Vedi molte affinità - musicali e tematiche - tra "Belus" e il nuovo album "Fallen"?

Sì. Dal punto di vista musicale poiché si tratta sempre di Burzum (...) e da quello tematico poiché, in una certa misura, "Fallen" affronta lo stesso soggetto, soltanto non più in un contesto mitologico bensì a livello personale.

So che non consideravi "Belus" un album Black Metal. Ma nel momento in cui ti ho spinto a classificarlo, lo hai definito Heavy Metal. Pensi lo stesso di "Fallen"? So che questa volta, in quanto a ispirazione, ti sei rifatto più a "Det Som Engang Var" che non a "Hvis Lyset Tar Oss" o a "Filosofem".

Sì, direi che è proprio così, e del resto vedo anche il disco d'esordio e "Det Som Engang Var" come album Heavy Metal...

Dal punto di vista vocale, alcune tracce di "Fallen" ("Jeg Faller", "Valen") ricordano le band post-punk inglesi. Avevi in mente quel tipo di scena quando hai scritto le parti vocali?

Perdona la mia ignoranza, ma non ho mai sentito parlare di, né ho mai ascoltato, band post-punk inglesi prima d'ora. Farò una ricerca su Google per vedere di che si tratta... (più tardi) Ah, ok, mi piacciono i The Cure e i New Order, e anche i Depeche Mode, se è lecito inserire anche loro in tale categoria. No, non avevo in mente questo tipo di scena quando ho composto le parti vocali, ma certamente mi hanno ispirato.

Ma anche nella musica si può sentire una certa influenza del post-punk. "Budstikken" sembra una versione metal dei The Names ovvero, nell'estetica della produzione, ricorda gli Asylum Party. Sono fuori strada in questo senso?

Ora, io non ho mai sentito parlare di queste band che menzioni, ma penso che si possa dire che le linee di basso su "Fallen" siano ispirate dai The Cure, e ciò vale anche per "Belus". Volevo fare qualcosa di più col basso anche questa volta, poiché ero soddisfatto quando lo feci in "Belus" (su "Glemselens Elv"), e immagino che chiunque suoni a quel modo possa ricordare i The Cure o band simili.

Hai ricevuto molte critiche per aver cambiato il logo di Burzum su "Belus". Su "Fallen" hai cambiato di nuovo. Che cosa significa il logo per te?

Burzum è un nome, non un logo. Per sottolineare questo fatto, su "Fallen" ho utilizzato il Times New Roman, e sono perfettamente soddisfatto di ciò. Se qualcuno vuole acquistare un disco per il logo della band, o in verità, se qualcuno non vuole acquistare il disco di Burzum per via dell'utilizzo del Times New Roman per il "logo", a me va bene. Desidero che il centro dell'attenzione sia la musica, e non qualche "fantasioso" logo.

Ha veramente importanza ciò che la gente pensa del logo?

No. Sebbene mi piacerebbe dar la sveglia a tutti coloro che pensano a Burzum come a una sorta di entità Black Metal statica, incapace di cambiare o di evolversi.

Che tipo di interesse nutri per l'arte di William-Adolphe Bouguereau?

Era un pittore eccezionalmente abile, e dipingeva in modo classico, ma al di là di questo, ho utilizzato (una parte di) uno dei suoi dipinti, "Élégie", solo perché era il più adatto al concetto dell'album. So che molti sono rimasti "incastrati" nell'arte di Theodor Kittelsen per quindici anni o più, e penso a quest'arte come alla più vicina a Burzum a cui si possa arrivare, ma posso aggiungere che non avevo una particolare relazione nemmeno con essa.

In che modo è differente la produzione di "Fallen"? Sembra più distante.

È più chiara, nel senso che puoi effettivamente ascoltare quello che sto suonando, ed è più pesante, nel senso che il basso e la batteria sono più dominanti rispetto a un tempo. Che altro dire? Dimmi tu cosa c'è di differente...

Tu credi che ogni uomo abbia quel che merita? Qui mi riferisco alla canzone "Enhver Till Sitt".

Sicuro, ma non intendo che siamo tutti "buoni" oppure "cattivi", che riceviamo una ricompensa per esser stati "buoni", o una punizione per esser stati "cattivi", né nulla del genere. Dico semplicemente che raccogliamo quel che seminiamo, e tieni a mente che il dolore e la sofferenza possono renderti più forte, mentre gioia e felicità possono renderti più debole, dunque ciò che è buono o meno per noi non sempre è facile da determinare. Quel che è più importante è che accettiamo i nostri destini, e anche nel dolore e nella sofferenza, anche quando tutto va in malora, diciamo a noi stessi che non vi è nulla di cui lamentarsi. Affronta la vita - non importa ciò che essa ti infligge - come un uomo pagano, non come una fichetta giudeo-cristiana, che si inginocchia di fronte al loro falso dio e implora aiuto ogni volta che deve affrontare un'avversità.

Pensi che Burzum sia un'entità singolare? Voglio dire, tutti i giorni ci sono band che registrano, pubblicano musica e suonano. Ti senti parte di tutto ciò oppure ad esso estraneo?

Alcuni musicisti compongono e registrano musica, altri suonano in una band... Io compongo semplicemente musica e la registro, e non mi sento parte di nulla, di nessun music business.

Il sito www.burzum.org ha due portali. Uno in inglese e uno in russo. In alcune interviste su YouTube, ti ho sentito utilizzare espressioni russe. Qual è la relazione tra la tua persona, Burzum e la Russia?

Potresti definirmi un russofilo, ma come posso non esserlo dal momento che i russi hanno fatto il miglior film di sempre ("Stalker" di Andreij Tarkovsky), la miglior musica (Tchaikovsky e tutta la musica folk russa in generale), il miglior libro (ma di questo il titolo non ve lo dico...), i migliori fucili (gli AK), i migliori fuoristrada, sia civili (i Lada e i Niva) sia militari (UAZ-469), anche per i pantani. I russi, generalmente parlando, sono più illuminati degli "occidentali". Mi piace anche l'approccio "senza stronzate" dei russi. Comunque, non è solo per questo che www.burzum.org ha un portale russo. Lo ha poiché è amministrato da un russo... Poi, la mia "russofilia" non è la ragione per cui conosco alcune frasi in russo. Ciò è dovuto semplicemente al fatto che nelle prigioni norvegesi risiede una certa quantità di lituani, polacchi, cechi e altri europei dell'est (sebbene non molti russi, contrariamente a quanto si crede), ed essi tendono a parlare meglio il russo dell'inglese o del tedesco.

Autore: Chris Dick (© 2011 "Decibel" rivista, USA)
Traduzione di Lupo Barbéro Belli



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