È passata più di una decade da quando Burzum è stato considerato per l'ultima volta un'entità "attiva"; lasciando da parte le ovvietà, perché hai deciso di resuscitarlo? Oppure guardare a tutto questo come a una resurrezione o un ritorno rappresenta un equivoco di ciò che Burzum rappresenta?
La creatività musicale è stata parte di me anche durante il periodo di apparente inattività, dunque quella che tu vedi come una resurrezione io la vedo come un proseguimento, e proseguo pubblicamente poiché sono ritornato in una condizione, sia mentale che fisica, che mi ha permette di farlo.
Che cosa rappresenta Burzum? Dimmelo tu.
Dato che il Burzum di dieci anni fa è completamente rimosso a un livello base, superficiale, in termini di suono, rispetto anche al Burzum di quindici anni fa; data inoltre la natura e la lunghezza della tua assenza, e il fatto che hai già costituito un retaggio che poche band potranno eguagliare anche solo per metà, non sei stato tentato dal ripiegare e dal "ritirarti" da Burzum?
Burzum è più che altro una cicatrice, e veramente non so che farne. Sì, son stato tentato dal ripiegare e dal ritirarmi da Burzum, per fare invece (lo stesso tipo di) musica sotto un diverso nome, ma alla fine mi sono accorto che non sarebbe servito a nulla. Burzum fa parte di me, e non posso gettarlo via facilmente, ma a lungo avrei voluto cambiarne il nome. Un tempo fu Uruk-Hai, ora è Burzum, ma spero almeno in un'opportunità, in futuro, di cambiare il nome in qualcos'altro senza perdere troppo della mia essenza durante il processo, per così dire.
Hai spiegato che la tua scelta di un nuovo font per "Belus" è legata sia a riflettere il fatto che Burzum non ha un logo, che alla rappresentazione di "un nuovo inizio". Questo nuovo inizio è solo la proiezione di un nuovo inizio nella Tua vita personale, oppure dovremmo ora considerare Varg Vikernes e Burzum separatamente? Vi è stato un punto in cui Ti saresti lasciato Burzum alle spalle, per cominciare qualcosa d'interamente nuovo?
Burzum è una proiezione di me, o almeno una proiezione di una parte di me, ma naturalmente puoi anche vedere Burzum e Varg come entità separate, poiché sicuramente può piacerti il primo e non piacerti il secondo, o viceversa del resto, ma ai miei occhi la mia musica sarà sempre una naturale parte di me. Il mio nuovo inizio è una nuova vita. Il nuovo inizio di Burzum, d'altro canto, è prima di tutto e soprattutto un tentativo di sconfiggere i demoni del passato: registrazioni sciatte, scarsa qualità delle attrezzature, mancanza di controllo sulla qualità, mancanza di rispetto per la mia stessa musica, una voce che non mi è mai piaciuta, e così via.
Probabilmente sarebbe impossibile per me fare musica, e non farla suonare alla Burzum. Questa è la musica che faccio, l'unica che io sia capace di fare, dunque musicalmente non ho altre opzioni. I miei altri progetti non sono progetti musicali, e sono semplici hobby, e Burzum e la musica probabilmente saranno sempre il mio sfogo creativo più importante.
Nel corso degli anni, Tu hai preso più volte le distanze dal "Black Metal", ma con "Belus" ritorni inequivocabilmente al genere per cui ancora mostri una grande quantità di disprezzo. A che punto hai deciso di rivisitare quei lidi? Nonostante ciò che è accaduto da allora, e dato il tuo contributo alla sua fondazione, lo senti ancora come il tuo genere?
Devi aver equivocato, se credi che io descriva
"Belus" come un album Black Metal. Sicuro, il mio è un inequivocabile ritorno alla musica metal, ma "Black Metal" è un termine che viene utilizzato per descrivere la parodia del Black Metal norvegese dell'anno 1991, dunque io lo rifuggo come la peste, e non sminuirei mai il mio lavoro utilizzando una formula del genere per descriverlo.
"Black Metal" fu un nome che
Euronymous diede alla musica dei Darkthrone e di Burzum, per esprimere la nostra rivolta contro la scena death metal modaiola del 1991, e lo fece poiché era venuto a conoscenza di quell'espressione da un album dei Venom, una band che per qualche incomprensibile ragione egli teneva in alta considerazione. Il termine divenne ben presto popolare, e dopo breve tempo moltissime band lo utilizzavano per descrivere la loro musica - naturalmente per le ragioni sbagliate, e non sapendo di che cosa realmente si trattasse, ciononostante lo utilizzarono. A me non frega molto del termine, non più almeno. Le band clone se lo sono fottuto nel 1992/1993, e possono tenerselo per quel che m'interessa. Ho accarezzato l'idea d'inventarmi un qualche nuovo nome per descrivere la mia musica, tipo Elf Metal, Fantasy Metal o cose del genere, ma ho lasciato perdere e ora non m'interessa più. Gli Uruk-Hai erano una band thrash metal, dunque perché non utilizzare quella definizione anche per Burzum?
In ogni caso, che cos'è, oggi, il Black Metal? Il mio disprezzo va a tutte le band clone e informatrici della polizia del 1992/1993, e so veramente poco riguardo il resto della scena Black Metal odierna.
Nonostante la tua incarcerazione sei rimasto estremamente attivo in termini di comunicazione, via www.burzum.org. Quella voce/sfogo si è rivelata particolarmente importante durante gli anni della tua prigionia, come conseguenza di essa, e può esser dunque considerata un "meccanismo di adattamento", una "fuga", oppure come un mezzo per poter entrare in contatto col "mondo esterno", qualcosa che avresti fatto a prescindere da dove ti fossi trovato e dalle circostanze?
Iniziai a comunicare via www.burzum.org nel tardo 2003, grazie alla positiva iniziativa intrapresa dall'amministratore russo del sito. Per me, www.burzum.org era un modo per controbattere alle menzogne e alle false voci là fuori, permettendo almeno a coloro che fossero interessati a Burzum di conoscere la verità. Desideravo questo, poiché anche altri siti di Burzum e/o di Varg Vikernes stavano diffondendo moltissime informazioni false, e in Norvegia le autorità utilizzavano addirittura queste informazioni per rendermi la vita più dura. Il sito divenne importante anche come meccanismo di adattamento, in una situazione in cui le autorità della prigione mi tennero a lungo in isolamento; così scrivevo articoli, per mantenermi lucido, articoli di cui solo una piccola parte, comunque, è stata inviata a www.burzum.org.
Non sono sicuro di ciò che avrei fatto se non mi fossi trovato in prigione.
Tu ti rivolgi sempre al lettore con l'espressione "You/Your", ogni volta con la lettera maiuscola; perché?
A causa della mia totale mancanza di rispetto per all'incirca ogni cosa, compresa la grammatica inglese, e come protesta contro l'incapacità dell'inglese di differenziare tra una forma comune e una forma raffinata di conversazione, così come anche di discriminare chiaramente tra singolare e plurale in alcuni casi. Il francese ha il "tu" e il "vous", il tedesco ha il "du" e il "sie", il norvegese ha il "du" e il "de", e così via; dunque, che diamine è accaduto all'inglese? Anche Voi possedevate tali forme! Le masse volgari hanno preso il comando, o cosa? Ditemi Voi...
I tuoi recenti commenti nell'annunciare per la prima volta "The White God" non sono stati accolti molto bene, sulla base di poche affermazioni, che più tardi tu hai provveduto a chiarificare; comunque, dati ad esempio "Lords of Chaos", la tua esperienza coi media nel corso degli anni e i "pettegolezzi da celebrità", nonché la posizione da pariah che è stata sviluppata e data di te da detti media, non credi che i summenzionati commenti verranno estrapolati dal contesto in cui tu li intendevi?
Beh, non credo che tutto ciò provocherà molto scalpore, considerato tutto ciò che in passato dissi e non lo fece. Perché questa reazione, e perché proprio adesso?
Allo stesso modo, visto come nel corso degli anni sei stato oggetto di accuse di razzismo eccetera, non ti aspettavi che sarebbero sorti dei problemi dal titolo originale del disco, nonostante il fatto che tu avessi inizialmente intitolato l'album "Belebog"? Oppure, non credi che se avessi scelto "The Black God" come concetto e titolo difficilmente la gente se ne sarebbe uscita con tali connotazioni razziali?
Non presto molta attenzione alla fogna politicamente corretta in cui la maggior parte di Voi vive, e raramente prendo in considerazione ciò che le masse in questa fogna possono pensare di me o della mia opera. La musica è una forma d'arte e io ho sempre pensato che l'arte fosse al di là di ogni censura. Ho pensato che fosse un punto di vista comune. Evidentemente mi sbagliavo.
Qual è la tua opinione riguardo il "culto della celebrità" che è stato sviluppato intorno a Te nel corso degli anni e che presto ha cessato di riguardare Varg Vikernes come artista per concentrarsi maggiormente sulla canaglia da pantomima dei tabloid? Avresti mai immaginato di trovarti in questa posizione quando iniziasti?
No, non lo immaginavo. Non penso di essere molto ben conosciuto, famoso o famigerato, poiché il Varg che gli altri conoscono ha ben poco a che vedere col Varg reale. Loro "conoscono" il Varg romanzesco, non me. E certo, nemmeno il Varg artista è me, è semplicemente arte. È come il ritratto di qualcuno. Somiglia molto alla persona, ma non è la persona. Fortunatamente...
Cosa ne pensi della recente ondata di movimenti nazionalisti in Europa, che ha visto ad esempio membri del British National Party eletti al parlamento europeo? Pensi che sia qualcosa di più di una reazione automatica alla crisi economica o al percepito fallimento delle politiche sull'immigrazione? Vedi l'odalismo e il nazionalismo come separati, dati i confini sempre incerti entro cui determinate parole vengono interpretate o significano nella società moderna?
Ad essere sincero, non presto (più) molta attenzione alla politica. Vado a votare, e naturalmente voto per cosiddetti partiti estremisti, più si collocano a destra e meglio è, ma qui finisce la mia partecipazione politica. E non m'interessa molto parlare di politica... comunque non pubblicamente. In ogni caso, non è rilevante nel contesto di Burzum/
"Belus". Questa non è una band politica, né lo è il suo album. Non sono un fan di Bono...
Per quanto riguarda il come le parole vengono interpretate, penso che bisognerebbe fermare la marea e attenersi ai significati originali. Non si tratta di "cambiamenti nella lingua", ma di degenerazione del linguaggio. Non è mai esistito un cambiamento nella lingua che non fosse un passo indietro, una semplificazione per venire incontro allo stupido e all'incapacità delle persone di conservare ciò che è buono. (Eh, dopotutto parlo pubblicamente di politica...)
Sembra che tu ti riferisca al Black Metal come a un genere microscopico, limitato alla Norvegia del 1991, ma dove collochi band come Von o NME in questo contesto? Tu chiami il generale uso del termine una parodia, ma molte legioni di adoratori di Satana venute dopo (non che tu stesso sottoscriva ciò) credono di rappresentare/seguire il "vero" Black Metal, fino ad oggi, con band come Watain e altri. In che cosa consiste l'essenza che a loro manca? Non potresti a buon diritto far riferimento alla tua musica di oggi come a Black Metal e semplicemente delegittimare i cloni, piuttosto che abbandonare qualcosa della cui fondazione fosti parte? O era già troppo tardi nel 1992?
Quando mi riferisco al Black Metal, normalmente lo faccio in relazione al microcosmo della Norvegia nell'anno 1991, perché quella è l'origine della corrente. Il nome è più antico,
Euronymous lo mutuò da un vecchio album dei Venom, ma ciò che noi facevamo non aveva nulla a che vedere coi Venom. A quanto ne so, già all'epoca in cui pubblicarono "Black Metal", i Venom venivano visti come un brutto scherzo, e quasi nessuno prendeva sul serio loro o la loro musica, e a quanto ne so nessuno utilizzò mai il termine Black Metal per nessun tipo di musica. Era semplicemente il nome di un altro inutile album dei Venom. Dunque, "Black Metal" come nome di un genere musicale venne inventato da
Euronymous nel 1991 per descrivere la musica dei Darkthrone (di cui aveva ascoltato il promo), di Burzum (di cui aveva ascoltato il demo) e dei
Mayhem.
Il Black Metal era uno stile musicale o un'immagine non più di quanto fosse una dichiarazione di essere diversi dagli altri. Von comparve nel 1992, un anno più tardi, dunque non rappresentò un fondamento, un'origine del Black Metal, ma essendo musica differente, originale e molto buona fu un successo nell'ambito del Black Metal. Von fu un frutto gustoso dell'albero del Black Metal, ma non una delle radici, per così dire. Non ho mai sentito parlare degli NME, dunque non posso dirne nulla. Né ho mai sentito parlare dei Watain, dunque nemmeno su di loro posso dir nulla. Però, considerato il fatto che non ne ho mai sentito parlare, mi sento sicuro di poter affermare che non hanno nulla a che fare con l'inizio del Black Metal. Infine, devo dire di non aver mai nemmeno sentito parlare di "legioni di Satana", e ora che ne sento parlare ciò mi fa solo ridere, poiché è semplicemente ridicolo.
L'essenza che manca loro? Beh, utilizzano il "corpse paint" (ora parlo delle band Black Metal in generale), ma sembrano non avere idea di quel che significasse. Indossano borchie e speroni, e sembra che credano che questi siano ingredienti importanti per fare Black Metal. Sembrano tutti uguali. Apparentemente dicono tutti le stesse cose (eccezion fatta per i gruppi della NSBM, chiaramente, i quali sì dicon tutti le stesse cose, ma almeno hanno un senso), e a quanto mi è stato detto suonano anche tutti allo stesso modo. In breve: mi pare che siano, e probabilmente son tutti, un gregge di pecore, che fanno questa o quella cosa solamente perché qualcun'altro l'ha fatta prima di loro, e credono, o almeno sperano, di diventare come questa persona perché si comportano allo stesso modo, appaiono allo stesso modo, suonano allo stesso modo. E così via.
Questa persona è l'originale, il resto son solo copie sbiadite. E quando affermo che oggi il black metal non è che una "parodia" del Black Metal, dico esattamente ciò che è, solo chiaramente non è intenzione delle band. Anche
Euronymous era nauseato dalle molte "parodie" che iniziarono a entrare nel suo negozio nel 1992, e specialmente nel 1993, uno più sciocco dell'altro, ma li tollerava malamente poiché aveva un negozio e gli servivano clienti. Oggi queste stesse parodie se ne vanno in giro, sempre con l'aria di pagliacci sponsorizzati dal ferramenta locale, e parlano della loro "amicizia" con
Euronymous, Gylve e altri, come se ci fosse mai stata amicizia tra loro, e di come furono parte dell'origine del Black Metal. Non lo erano. Loro erano la fine del Black Metal.
L'essenza che manca loro è l'integrità, l'originalità creativa, opinioni che gli appartengano, sicuramente del buon gusto, la mentalità da leader, la forza di carattere, un poco di saggezza, un'intelligenza sviluppata, il coraggio di addentrarsi in territori selvaggi, per così dire, dove nessun uomo era mai stato, e così via. Tutto questo era il Black Metal, e sapete che non mi sbaglio quando guardate Gylve dei Darkthrone, il personaggio più importante nella scena Black Metal. Egli è la quintessenza del Black Metal, possiede tutte le qualità menzionate sopra e tutte le sue altre "peculiarità". Gylve in persona è, egli stesso, "true" Black Metal, come ci si immagina che fosse!
Sicuro, potrei utilizzare il termine per
"Belus"/Burzum, se volessi, ma proprio non voglio. Semplicemente, non voglio essere associato a questo genere, poiché è la parodia di qualcosa che un tempo significò veramente qualcosa: il Black Metal così come un tempo fu. E i cloni posso delegittimarli ugualmente...
Inoltre, Burzum è Burzum, non importa sotto quale etichetta io ponga la mia musica. In ogni caso, non mi è mai importato molto del termine Black Metal. Il nero non è mai stato il mio colore...
Nonostante quanto sia stato difficile e sgradevole, in che misura l'isolamento della prigione ha rafforzato la tua risoluzione e si è manifestato nel permetterti di esprimere meglio musicalmente tali sentimenti?
I proiettili esplosi dal sistema penitenziario norvegese sono rimbalzati sulla mia armatura, per così dire, dunque non penso che il tempo passato in prigione mi abbia fatto molto. Il tempo mi ha cambiato. Non la prigione. Ho passato il mio tempo in isolamento leggendo libri (e scrivendo), come se si trattasse di un normale periodo di studi.
Tu parli di un Varg "reale" e di un Varg "romanzesco". Questo Varg "romanzesco" è qualcosa che iniziò nei primissimi giorni di Burzum, quando iniziasti a parlare in pubblico, oppure si è sviluppato nel corso del tempo? Perché pensi che questo Varg "romanzesco" si sia sviluppato? Si tratta di qualcosa a cui hai semplicemente permesso di dipanarsi, come mezzo per far fronte ai media e ai detrattori, come una sorta di inutile bambola voodoo che tu puoi semplcemente ignorare? Oppure si tratta di qualcosa che vedi completamente al di fuori del tuo controllo? Il Varg "romanzesco" impedisce al Varg "reale" di porre fine al tuo passato? Anche il fatto di far riferimento a un Varg "artista" è un mezzo per proteggere te stesso?
Io parlo del personaggio inventato dai media, in particolare dal malizioso articolo del
"Bergens Tidende" datato gennaio 1993, dagli indegni articoli comparsi su
"Kerrang!" nel 1993/94 e dall'ancor più maligno e indegno libro
"Lords of Chaos". Il Varg romanzesco è una menzogna che in tutto questo tempo ho cercato di combattere. Fu totalmente fuori dal mio controllo, poiché in qualunque momento io cercassi di dire la verità i giornalisti non erano interessati. Continuavano semplicemente a scrivere menzogne. Hanno inventato il loro spauracchio, e non volevano certo che io rovinassi loro le cose non essendo lo spauracchio su cui volevano scrivere. La loro incompetenza ha reso le cose ancor peggiori, come quando un giornalista dimenticò (?) di scrivere la parola "non" nel momento in cui gli dissi che "il mio piano non era di uccidere
Euronymous". Dunque, secondo lui il piano era di uccidere... Quando si lavora così, come posso non chiamare "romanzesco" il Varg di cui si parla? E come posso evitare di essere accusato di contraddirmi?
Il Varg "artista" è il Varg che Voi - con "Voi" intendo il "pubblico" - conoscete. La mia musica, i miei testi, le mie foto e tutte le mie altre espressioni pubbliche. Fare riferimento all'artista è quantomeno un mezzo per proteggere la mia privacy, e un modo per farVi sapere che non mi conoscete!
Tu esprimi disappunto nei confronti della censura sulla tua arte, ma non ti sei in un certo senso autocensurato nel momento in cui hai ceduto alle reazioni cambiando titolo al tuo album? O si è trattato solo dell'ammissione di un male necessario dato lo stato della società moderna, il quale ti ha permesso di diffondere la tua arte nonostante tutto?
Beh,
"Belus" significa "bianco splendente", dunque non so fino a che punto si tratti di autocensura. Suppongo che questo titolo distolga la concentrazione e renda il tutto più riguardante la musica, che è come dovrebbe essere. Belus è la bianca, splendente divinità solare, innocente, illuminante e pura. Perché dovremmo censurarla, amico mio?
Sei già stato interpellato riguardo il film "Lords of Chaos", ovvero sei stato informato in via ufficiale? Ancora si nasconde dietro la formula "basato su eventi reali"? Hai intrapreso delle azioni legali oppure hai semplicemente smesso di occuparti dell'ennesimo ritratto di Varg in cui non ti rispecchi?
Un tizio appartenente a un'altra casa di produzione mi ha parlato di questo progetto nel 2005 o nel 2006, ma non ho mai sentito nulla dai produttori, sebbene abbia scritto loro due lettere dicendogli che non hanno diritto di utilizzare il mio nome o la mia storia. Ah, e ho scritto loro la prima volta che sentii parlare di tutto ciò e poi ancora una volta alcuni anni più tardi.
Io credo che questo film non vedrà mai la luce del giorno. L'attore principale, e l'unica ragione per cui dei normali esseri umani potrebbero voler vedere questo film, Jackson Rathbone, è finito, e la loro sceneggiatura è largamente conosciuta per essere senza senso dalla "a" alla "z". Chiunque sia coinvolto in questa produzione deve sapere che verranno ridicolizzati e attaccati per avere cercato così apertamente di falsificare (questo pochino del-) la storia. Inoltre, tutti i potenziali investitori devono sapere che la famiglia di
Euronymous li potrà citare in giudizio (suo padre è un avvocato).
Se questa cosa vedrà la luce del giorno, e se non sarà un flop, contribuirà alla diffusione delle menzogne, ma... Io so chi sono e non sono sicuro se veramente mi interessa ciò che il resto del mondo pensa. Inoltre, più l'immagine pubblica di Varg è incasinata, meno è probabile che io venga identificato con quel Varg nella mia vita normale, e questo mi piace. Essere invisibile nella folla è qualcosa a cui tengo molto! L'anonimità è di sicuro sottovalutata.
Qual è l'origine/il significato dell'utilizzo del "corpse paint"? Guanti, borchie, catene, armi eccetera sono legate alla stessa idea o sono elementi puramente estetici?
È comune far risalire il "corpse paint" ai Kiss e ancor più indietro ad Alice Cooper, e per molte band questo è probabilmente il filo giusto da seguire. Quand'esso viene utilizzato nel modo in cui viene comunemente utilizzato, oggi e in verità anche in passato, credo sia ovvio che Alice Cooper rappresenti l'originale.
Ma, nel momento in cui si osservi il "corpse paint" da una differente prospettiva, da una prospettiva non-metal, si dovrà seguire un filo completamente diverso, e lo si dovrà seguire attraverso la nebbia dei tempi indietro fino all'Antichità. In tutta Europa, in tutte le culture europee, era usanza vedere il mondo come unico per tutti gli enti: per l'uomo, per gli spiriti e, più tardi, anche per le divinità. Questi differenti enti esistevano nello stesso mondo, nello stesso reame, gli uni accanto agli altri. In ogni caso, solamente gli iniziati potevano vedere gli spiriti e più tardi le divinità, e per poter far ciò dovevano indossare una maschera. Lo apprendiamo meglio dal teatro greco, dove tutti gli attori indossavano maschere per impersonare le divinità, e per poterle vedere, ma lo apprendiamo bene anche da tradizioni più antiche, dalla magìa. Durante determinate festività, il mago appendeva i suoi vestiti all'albero sacro, così che sembrasse che vi si fosse appeso. In seguito, egli ricopriva l'intero suo corpo nudo con le ceneri di un sacro fuoco, per apparire come un elfo (ed "elfo" significa "bianco", in origine un nome per gli spiriti dei morti). Nel momento in cui egli agiva così poteva anche vedere gli spiriti, di conseguenza poteva comunicare e interagire con loro in tutti i modi. La cenere era la maschera. La cenere era il "corpse paint". Vi sarebbe da dire molto di più su questo, e lo faccio nel mio libro, "Sorcery and Religion in Ancient Scandinavia", ma ciò basta a spiegare l'utilizzo originario del "corpse paint".
Il moderno utilizzo del corpse paint in ambito Black Metal ha, dalla mia prospettiva, lo scopo di renderci capaci (in un modo romantico) di entrare in contatto coi nostri progenitori, di vedere un mondo da lungo tempo finito. Solamente gli elfi (nel senso originario del termine) restano, di questo mondo da lungo tempo perduto, e noi possiamo entrare mentalmente in contatto con loro indossando maschere, come un tempo facevano i maghi.
Non ho il diritto di dire a nessuno come una tale maschera dovrebbe apparire, o come farla, ma... sento il bisogno di puntualizzare che questo è il significato originario del cercare di assomigliare a una persona morta.
Per quel che ne so anche Alice Cooper magari teneva presente tutto ciò, quando iniziò a utilizzare una maschera, ma non penso. Bisogna conoscere molto bene la nostra cultura per sapere questo.
I volti dipinti che osserviamo nel Black Metal moderno van forse bene come "war paint", per far cacare sotto le vecchie signore e le ragazzine sensibili, ma certo non sono dei corpse paint.
Le armi e le armature primitive possono essere messe in relazione all'uso del corpse paint, poiché anche quella è una fuga dalla realtà, ma non vedo come borchie e proiettiliere possano avere a che fare con ciò. Specialmente non quando vengono combinate con asce e simili. Veramente, le proiettiliere vuote senz'armi da fuoco sono solo ridicole.
È stata una decisione creativa quella di rimuovere dall'album le tre tracce finali?
Sì. Ho rimosso o sostituito le tracce continuamente durante il prcesso di lavorazione a
"Belus", poiché componevo musica tutto il tempo. La modifica finale (cambiai una traccia con un'altra) ebbe luogo solamente una settimana prima di registrare. Comunque, non ho rimosso nessuna lirica. Tutti i testi originali si trovano sul disco, e l'album è effettivamente più lungo con le otto tracce definitive che con le undici nella lista di cui siete a conoscenza.
Sebbene tu sia stato musicalmente attivo durante il tuo periodo di "inattività", hai trovato difficoltà nel ritornare a un Burzum "metal"?
Nah. Tutta la mia musica è composta su chitarra. È sempre stato così. Probabilmente sarà sempre così. Dunque, in realtà non ho dovuto far ritorno a nulla. Ho dovuto solamente collegare la chitarra e alzare il volume sul mio nuovo amplificatore Peavey.
A ripensarci, credo che alcune parti di
"Hliðskjálf" siano state composte su tastiera...
Sebbene rappresenti un nuovo inizio, "Belus" è senza dubbio un album di Burzum dal suono "metal" il quale, stilisticamente, è il perfetto seguito di "Filosofem". Vedi "Belus" come il disco che avresti fatto se non fossi stato incarcerato, oppure avresti comunque pubblicato "Dauði Baldrs" e "Hliðskjálf"? Le canzoni dell'album sono tutte "nuove" oppure ci sono vecchie idee/canzoni (simili ad esempio a "Burzum"/"Dunkelheit")? "Belus" è temprato dalla tua particolare esperienza del passato decennio e rotti, oppure è semplicemente il risultato dell'essere un artista da parte di Varg Vikernes?
Beh,
"Dauði Baldrs" e
"Hliðskjálf" furono prodotti poiché non avevo accesso ad uno studio di registrazione, e credo che almeno due delle tracce su
"Dauði Baldrs" si trovino su altri due album come pezzi metal, il che significa che originariamente erano pezzi metal. No, non avrei certamente prodotto questi due album se non fossi stato incarcerato.
Su
"Belus" figurano due vecchie canzoni: "Belus Død", che è la versione metal originale di
"Dauði Baldrs", e "Sverddans", che in origine era la canzone "Uruk-Hai", del 1988/89, qui con un nuovo testo. Le altre tracce su
"Belus" sono tratte dal materiale che ho composto tra il 1993 e il 2009, l'intro è stata composta nel 2010. È un gran casino, veramente...
Come è stato ritornare a lavorare con Pytten? È stato difficile accogliere qualcuno nel tuo mondo/nel mondo di Burzum dopo un prolungato periodo di isolamento?
È andata bene. Lui era lo stesso filantropo dalla mente aperta che era un tempo (e io lo stesso misantropo dalla mente chiusa), dunque è stato un "ritorno in affari". Nessun problema. Ce la siamo cavata bene.
"Belus" mantiene il feeling del Burzum metal degli inizi con il suo suono e la sua attitudine, in un certo qual modo, primitiva e "raw". In che modo registare è stato diverso rispetto ai tuoi precedenti album? Hai mantenuto l'utilizzo di cattivi amplificatori e cuffie oppure hai incorporato tecniche moderne?
Vedi, amico mio, effettivamente ho utilizzato solamente un cattivo amplificatore per
l'album d'esordio, un Marshall merdoso da 10 watt, e solo per una delle chitarre (e mi pento di averlo fatto) e, chiaramente, lo stereo di mio fratello per le chitarre di
"Filosofem"; ma per il resto delle registrazioni di chitarra degli altri album pre-
"Belus" ho utilizzato un eccellente amplificatore Peavey da 60 watt. Per questo motivo, stavolta mi sono comprato un Peavey (6505) da 120 watt. gli amplificatori della Peavey sono perfetti per la mia musica.
"Belus" è stato registrato digitalmente, ma anche
"Filosofem" lo fu, dunque il cambiamento non è grande. Comunque, nuove tecniche di registrazione sono state utilizzate, ma a parte il fatto che mi hanno preso più tempo (!?) per registrare, non è veramente cambiato nulla, ed ho ottenuto il suono che volevo. Sai, nessuna quantità di tecniche moderne può celare il fatto che Burzum sia primitivo... così come nessuna quantità di educazione potrà mai celare il fatto che io sono un selvaggio.
Su "Belus" metti in mostra un più alto livello di varietà, sia nella voce che nelle chitarre. È un semplice caso oppure è dovuto a un bisogno consapevole non solamente di creare, ma di migliorare? O è semplicemente il naturale risultato dell'essere stato un musicista così a lungo?
Non credo di poterlo dare per certo, ma credo che si tratti del naturale risultato dell'essere stato un bardo così a lungo. Comunque, se ci penso, volevo veramente anche far qualcosa di nuovo, e l'ho fatto. In particolar modo col cantato.
Vedresti il disco come una sorta di dichiarazione, consapevole o meno, ai pretendenti/plagiatori, qualcosa del tipo "Signori, è così che si fa" (vista la gran quantità di band che suonano "depressive" o "burzumic" Black Metal e tentano di riprodurre una registrazione "raw" e un riffing ripetitivo e atmosferico) oppure sei passato oltre ciò?
Non sono sicuro di essere passato oltre, ma onestamente non ho idea di come suoni il moderno Black Metal, dunque non saprei se
"Belus" possa essere interpretato o meno come una tale dichiarazione. Se spero qualcosa, è che
"Belus" vi faccia rendere conto che esiste un motivo se Burzum rappresentava qualcosa di nuovo e speciale nel 1992.
Accadrà mai che Burzum suoni dal vivo (supponendo che ti venga permesso di suonare) oppure manterrai la stessa attitudine di Gylve riguardo i live?
Sì, per Gylve il non suonare dal vivo è come una religione. È il buon vecchio Gylve di cattivo umore che tutti amiamo...
Per quanto mi riguarda, non ho le giuste motivazioni per suonare dal vivo. Mi hanno offerto soldi per farlo, ma, sul serio, se i soldi sono la mia unica motivazione per farlo, penso di far meglio a non farlo. Ora come ora è fuori questione, ma contrariamente a Gylve io non dico mai "mai". Forse suonerò se potrò avere Gylve alla batteria... (ed è la mia maniera di dire "ogni morte di papa").
Autore: James Minton (© 2010 "Terrorizer" rivista, Regno Unito)
Traduzione di Lupo Barbéro Belli