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Intervista a Varg Vikernes
Stereogum.com (10.03.2010)
Brandon Stosuy

La gente odia Burzum. Il solo menzionare il seminale progetto one-man Black Metal di Varg Vikernes è sufficiente a dare inizio ad un acceso dibattito. (Sì, mi è successo ieri notte in un bar. E alcune settimane fa in rete. Eccetera...). La questione riguarda, chiaramente, i punti di vista - di estrema destra, nazionalisti, razzisti, odalisti, eccetera - sostenuti da Varg Vikernes e diffusi tramite il suo sito web e i suoi scritti. Dunque perché ascoltare? E perché mai "sedersi al tavolo" con quest'individuo per la seguente intervista?

Personalmente, a me piace la musica. "Belus", il suo primo album in 11 anni, è uno dei migliori album Black Metal pubblicati quest'anno. Sì, è chiaro, ammettere di stimare Burzum in pubblico fa sorgere questioni ed espone ad attacchi. Per cominciare, quali sono le mie "responsabilità" in quanto ascoltatore e consumatore? Grosse questioni, sì, ma questioni che i fruitori della musica e dell'arte estrema ad un certo punto devono affrontare, a meno che non tengano volontariamente serrati i loro occhi. Ho sempre cercato di sviscerare e comprendere ciò che rappresenta una sfida a me e a quello in cui credo. Leggo libri difficili, apprezzo l'arte difficile, e così via. (All'università, mi dedicai a e scrissi a proposito di Dennis Cooper, un autore gay che ha ricevuto minacce di morte da persone le quali credevano che egli promuovesse la violenza tra omosessuali. Le persone non riuscivano a comprendere perché io, un maschio eterosessuale, mi interessassi così tanto ai suoi scritti - un punto di vista, il loro, che ho sempre considerato semplicistico e frustrante.)

La scorsa estate, continuando io a pormi domande riguardo Burzum, collaborai ad una installazione con l'artista tedesco Kai Althoff, progetto che ebbe inizio, in parte, con le nostre discussioni riguardanti Vikernes e ciò che ascoltare la sua musica significava per noi. Ne uscì fuori un dialogo di 50 pagine, più molti interrogativi. Per semplificare, come scrivemmo nella nostra dichiarazione: "Brandon ammira la musica di Varg. Anche Kai vuol seguire Varg e si chiede come questo si concili col fatto che Brandon vorrebbe Barack Obama alla guida degli USA, pur ascoltando la musica di Varg... Inoltre, Kai pensa che Varg Vikernes sarebbe un uomo che egli veramente vorrebbe seguire, negando la sua falsa concezione riguardo l'amare un uomo nel modo SBAGLIATO, il che condurrebbe automaticamente all'autopercezione di se stesso come feccia agli occhi di Varg." (Il risultato delle nostre discussioni ha preso la piega di un esorcismo autolacerante e profondamente personale che sarebbe troppo complesso sviscerare in questa sede, ma che ha ottenuto interessanti tentativi di stroncamento da parte di "Art In America" e "Artforum"1 in un paio di occasioni.) Dunque, a che conclusioni siamo giunti? Sto ancora cercando di capirlo. Un modo di avvicinarsi al centro della questione, però, è intervistare l'interessato.

Vikernes è stato recentemete rilasciato di prigione dopo aver scontato quasi 16 anni della condanna a ventun'anni per il rogo di alcune chiese storiche e per l'omicidio, nel 1993, di Øystein Aarseth alias Euronymous, suo compagno nei Mayhem e catalizzatore della prima scena Black Metal norvegese attraverso l'etichetta di sua proprietà, la Deathlike Silence Productions, il suo negozio "Helvete", eccetera. (Questo in breve. Ma dovreste affrontare alcune ulteriori letture per conto vostro, poiché esistono molte interpretazioni. Io ho approfondito attraverso quanto pubblicato sulla rivista "Believer"2 un paio di anni fa). Poco dopo la scarcerazione hanno iniziato a circolare voci riguardanti un nuovo album: il settimo full-lenght di Burzum, "Belus", è uscito ieri.

Sono sobbalzato all'idea di avere la possibilità di parlare con Vikernes di tutto questo, di Black Metal e delle sue opinioni politiche. Varg concede interviste esclusivamente via posta elettronica, il che non consente una conversazione piena, e in un certo qual modo fa il suo gioco di abile retore, ma penso, comunque, che dal nostro "botta e risposta" siano venute fuori idee interessanti e importanti. Sono felice di aver condotto l'intervista. Inoltre, devo ringraziare l'amico Drew Daniel (fan di Matmos, Soft Pink Truth e Burzum), il quale mi ha suggerito e formulato un paio delle domande. Abbiamo anche discusso di tutte queste cose un bel po' di volte, in privato.

Prima di immergerci nell'intervista, è importante fornire alcune informazioni riguardo "Belus". Il disco viene descritto come "un tentativo di esplorare i miti che riguardano Belus e di svelare le più antiche radici della nostra eredità culturale. Il disco tratta della morte di Belus, del suo tetro viaggio attraverso il reame della morte e del suo magnifico ritorno". Come ha scritto Varg:
"La mia ambizione, con "Belus", è quella di aver creato qualcosa che io - e spero anche gli altri - possa ascoltare per anni e anni senza mai stancarmene, e al contempo condividere con il mio pubblico l'esperienza della conoscenza di Belus, così come avrebbe potuto essere percepita dagli antichi europei". La combinazione di musica e liriche rende questa fiaba diversa dalla maggior parte delle altre, e dovrebbe attrarre coloro che amano la musica trascendentale e il veder cose differenti da prospettive differenti. "Se posso farvi sognare ascoltando quest'album, allora credo di aver fatto un buon lavoro."


Ecco la nostra discussione, che sfoggia forse l'utilizzo più sinistro mai visto dello smiley...


***

Che rumore si può ascoltare in "Leukes Renkespill (Introduksjon)"? Ho letto le tue spiegazioni riguardo l'artwork dell'album eccetera, e riguardo il fatto che lo ritieni un concept album. Se tutte le canzoni riguardano la mitologia di Belus, la fonte del suono nell'introduzione è sicuramente importante. Si tratta del primo suono registrato che le persone sentono da te in undici anni.

È il suono di un martello che colpisce un incudine. Leuke è meglio noto col nome di Efesto, Loki o Vulcano, il fabbro degli dèi.

"Belus" è un album molto orecchiabile. Più di qualunque tuo precedente disco. Ci sono parecchi passaggi che rapiscono. Ad esempio, che cos'è quel suono simile ad un fischio tra le chitarre di "Glemselens Elv"? O la frase recitata/cantata ripetutamente in "Kaimadalthas Nedstigning"? Non lo definirei un album "pop", ma considerato il livello di brutalità, vi è certo qualcosa di molto orecchiabile nelle sue stratificazioni. Era tua intenzione?

Sai, Brandon, io faccio musica che mi piace. Se si tratta di "questo" oppure di "quello", se appartiene o meno ad una specifica categoria, o quant'altro, a me non importa. Io voglio solo comporre musica che mi piaccia, di cui possa godere ed andar fiero.

Io non sento alcun suono simile ad un fischio in "Glemselens Elv", ma immagino che possa trattarsi o della voce canticchiata che fa da sfondo alla linea vocale, oppure che siano in effetti le chitarre quelle che senti.

La frase ripetuta in "Kaimadalthas Nedstigning" significa - tradotta - "Io viaggio verso tenebrose profondità, dove ogni cosa è morta", e successivamente "Io vado a Kelio (Hel)".

Vi è un cambiamento nel suono della voce, su "Belus"... Si tratta di una conseguenza dell'età? O di una reazione alla ricezione dei tuoi lavori passati?

La voce sui vecchi album non mi è mai piaciuta, dunque in "Filosofem" cambiai, e in "Belus" ho cambiato di nuovo. Se avessi saputo come fare, avrei cantato su tutti gli album come su "Belus". In effetti avrei potuto, ma fino a "Belus" non sapevo come.

Dopo gli album al sintetizzatore, come è stato lavorare nuovamente con la chitarra?

È stato fantastico. Dopotutto, io sono prima di tutto e soprattutto un chitarrista. Devo dire, comunque, che anche "Dauði Baldrs" è stato composto su chitarra, e che non ho mai veramente smesso di suonare questo strumento.

Sul disco hai cercato di applicare il mito di Belus alla tua vita personale? Esiste un riferimento alla riconquistata libertà? Alla cultura norvegese contemporanea? Alla cultura in generale?

Capisco come tu voglia speculare di più sull'album, ma credo che dovresti cercare di apprezzarlo per quello che è. "Belus" riguarda la morte e la rinascità della divinità solare europea. I titoli delle canzoni fanno riferimento agli eventi mitologici, i testi alle tradizioni pre-mitologiche.

Hai affermato di non essere interessato alla scena Black Metal norvegese contemporanea (eccezion fatta per i Darkthrone), né al Black Metal in generale: "Black Metal è un'etichetta che non uso più da molto tempo per la mia musica". Perché no? Come la definiresti altrimenti?

Il mio problema principale con il Black Metal norvegese è che quasi tutte le band che facevano parte della scena nel 1992/1993 sono composte da ratti, che si sputtanavano l'un l'altro e davano a me la colpa per tutto ciò che è andato male. Non voglio veramente in alcun modo essere associato a loro. Devo sottolineare che né i ragazzi dei Darkthrone, né quelli dei Mayhem hanno sputtanato nessuno, ma quasi tutti gli altri lo fecero. Emperor. Enslaved. Immortal. Hades Almighty. Eccetera. Questi tizi sono dei fottuti ratti, o suonano in gruppi composti da ratti, il che non è molto meglio!

Inoltre, non voglio essere associato al genere che comunemente si definisce "Black Metal". Se vuoi comprendere quello che intendo, dai solamente un'occhiata ad un video degli Immortal su YouTube o a qualcosa del genere. È roba così stupida che non so cosa dire, veramente, sono così ridicoli che a stento si distingue ciò che è vero dalla parodia.

Che tipo di musica ascolti attualmente?

The Cure, Depeche Mode, Das Ich ("Die Propheten"), Goethes Erben, New Order, Čajkovskij (soprattutto "Il lago dei cigni" e "Lo schiaccianoci"), altra musica classica, balalaika, vecchie marce tedesche e sovietiche, Lillebjørn Nilsen, Dead Can Dance ("Within the Realm of a Dying Sun"). Sì, direi che è tutto.

Hai scritto di non aspettarti che il titolo originario di "Belus", "The White God", provocasse una tale cagnara. Ne sono sorpreso. Cambiarlo è stata una mossa astuta - permettere alle persone di focalizzarsi di più sulla musica eccetera - ma suppongo che tu debba avere avuto almeno il sentore che le persone avrebbero pensato che "bianco" fosse un indicatore razziale. No? Consideri i tuoi libri e gli altri scritti come entità separate da Burzum?

Il titolo provvisorio del disco, comunque, era "Baldurs Tilbakekomst" ("Il ritorno di Baldur"), e anche "Den Hvite Guden" ("Il dìo bianco") era un titolo provvisorio. Ho detto e scritto molte cose peggiori di questa nel corso degli anni, per così dire, e nessuno ha detto nulla a riguardo, dunque sono stato sorpreso quando, all'improvviso, un innocente titolo provvisorio come quello ha provocato una tale cagnara. Perché? Perché proprio ora?

I miei libri non hanno nulla a che vedere con Burzum.

So che non sei un fan del libro "Lords of Chaos". Sei felice del risultato per quanto riguarda invece il documentario "Until The Light Takes Us"? Anche in relazione a ciò: ti ha mai contattato qualcuno coinvolto nel film "Lords of Chaos"?

Mi dispiace, ma non ho ancora avuto occasione di vedere "Until The Light Takes Us", dunque posso dirti molto poco a riguardo. Invece, non sono mai stato contattato da nessuno della produzione di "Lords of Chaos". Ho provato io, per due volte, a contattarli, per domandar loro che cosa stessero facendo e dirgli che disapprovavo il loro progetto, ma non ho avuto risposta.

Molto è accaduto nell'ambito del Black Metal negli ultimi due decenni, specialmente negli ultimi anni. Mi affascinano - tutti gli ibridi e le sfumature. Il Black Metal americano, ad esempio, mantiene un profilo più alto/rispettabile. E ha sviluppato un suono unico. Un po' di tempo fa ho intervistato uno dei membri più in vista dei Wolves In The Throne Room - un buon gruppo, chiaramente influenzato da Burzum a livello sonoro. Gli ho chiesto: "Nella nostra ultima intervista hai affermato di aver ascoltato "Filosofem", lavorando tu in questo campo. Nessun musicista Black Metal ha veramente parlato del rilascio di Varg dalla prigione. Che cosa ne pensi?". Il batterista, Aaron Weaver ha risposto:
"La mia sensazione è che le persone siano interessate ad un'immagine idealizzata di Burzum, che solo in modo esile è connessa all'individuo reale. Le registrazioni di Burzum successive a "Filosofem" rivelano un uomo dalle limitate capacità musicali, e i suoi scritti mistico-nazisti appaiono paranoici e infondati. Sembra soltanto un altro fuori di testa che sputa sentenze riguardanti cospirazioni ebraiche. Coloro che creano arte potente e rivoluzionaria durante l'adolescenza e i primi vent'anni raramente sono rilevanti in seguito..."


Quali sono i tuoi pensieri su un'opinione del genere? Specialmente riguardo l'ultima frase?


Non me ne potrebbe fregare di meno di ciò che fa o dice. Non ho nemmeno mai sentito parlare di loro prima d'ora, e nemmeno sarebbe accaduto se non avesse fatto affermazioni del genere su di me. In ogni caso, che cosa ne sa? "Belus" è migliore e più rilevante di qualunque cosa io abbia fatto prima, e solo questo prova quanto poco ne sappia - e sono sicuro che si pentirà di quanto ha detto, quando si accorgerà di questo fatto.

Come ti senti sapendo di avere fan omosessuali, di colore, ebrei, cristiani? Senti di aver fallito nel trasmettere il tuo messaggio, dal momento che persone le quali non provengono dal tuo "popolo" bianco/nordico/eterosessuale/pagano sentono qualcosa nella tua musica che non è legato all'appartenenza a tale "popolo"? Ciò significa che la musica ha fallito nel trasmettere propriamente il suo messaggio?

E quale sarebbe il mio messaggio? Quando mai Burzum ha affrontato tematiche politiche o razziali? Non credo nemmeno che Burzum abbia mai affrontato tematiche religiose, se non per il fatto di aver descritto diversi miti europei. Burzum non è una band religiosa né politica, e nemmeno è una band anti-religiosa. Burzum è musica; arte, se vuoi, e l'interpretazione dell'arte sta nell'occhio di chi la contempla. Io posso essere di razza nordica, eterosessuale e ideologicamente pagano, ma perché mai dovrei aspettarmi che i fan della mia musica siano come me?

D'accordo, io sono un misantropo dalla mente chiusa, ultraconservatore e antireligioso, e un arrogante bigotto, e ho problemi praticamente con chiunque a questo mondo, ma non sono deficiente, e se coloro che non sono come me sono capaci di apprezzare la mia musica, a me questo va bene. Puoi essere un cristiano negro omosessuale femminista convertito al giudaismo per quel che mi frega, o, peggio ancòra, un musulmano. Solo, stai fuori dalla mia proprietà...

Ah, e posso aggiungere di avere problemi anche con la maggior parte degli eterosessuali nordici che hanno un'ideologia pagana.

Note a piè di pagina:
  1. Riviste statunitensi di arte contemporanea.
  2. Rivista americana di arte e cultura.

Autore: Brandon Stosuy (© 2010 Stereogum.com, USA)
Traduzione di Lupo Barbéro Belli



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