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Paganesimo: Parte XIV - Il mistero dei misteri

Per poter apprezzare il paganesimo e i riti pagani dobbiamo prima di tutto comprendere la natura umana. L'europeo moderno (incompleto e difettoso), un uomo europeo che ha installato su di sé un "software" asiatico, pensa all'uomo come ad una creatura a due dimensioni; in effetti noi possediamo sì una dimensione fisica ed una mentale, ma nell'uomo vi è più di questo.

I 5 corpi umani sono: il corpo fisico (lík), il corpo etèreo (várðr), il corpo astrale (hamr), il corpo mentale (hugr) e il corpo spirituale (ánd). Per poter migliorare il corpo fisico, e in effetti per poter sopravvivere (il che significa non morire) abbiamo bisogno di addestramento fisico, di allenamento, di cibo e beveraggio, ma anche di riposo. Per poter migliorare il corpo etèreo abbiamo bisogno di calore, di sicurezza, di gioia e vero amore, ma anche di freddo, tristezza, paura ed emozioni negative. Per poter migliorare il corpo astrale abbiamo bisogno di sviluppare e manifestare la creatività, nella musica, nell'arte e nei sogni, ma anche di silenzio, calma e vuoto. Per poter migliorare il corpo mentale abbiamo bisogno di allenare la memoria a lungo e breve termine, di concentrazione e allenamento delle facoltà logiche, ma anche di riposo della mente. Per poter migliorare il corpo spirituale abbiamo bisogno di un significato più profondo, di attività a lungo termine e di una prospettiva oltre-individuale, ma anche di disprezzo per la morte e crudeltà1.

Il miglioramento del corpo etèreo può iniziare solo quando il corpo fisico è soddisfatto.

Il miglioramento del corpo astrale può iniziare solo quando il corpo etèreo è soddisfatto.

Il miglioramento del corpo mentale può iniziare solo quando il corpo astrale è soddisfatto.

Il miglioramento del corpo spirituale può iniziare solo quando il corpo mentale è soddisfatto.

Lo scopo del paganesimo e dei riti pagani è di soddisfare tutti i nostri corpi, di educarci, di alimentare ogni abilità latente in noi, e infine di elevarci al divino. Per giungere a questo, l'alta festività pagana di norma era costituita da diverse fasi:

Fase 1. Il viaggio sul sito del rito. Un teatro, un tumulo funerario, la vetta di un monte, un bosco, una sacra fonte o altro. Tutto ciò veniva considerato parte della cerimonia e serviva uno scopo: era o poteva essere fisicamente stremante, cosicché coloro che avrebbero partecipato si sarebbero sentiti come in partenza per un viaggio di una qualche importanza, il che era proprio ciò che si apprestavano a fare.

Fase 2. Il dramma religioso. Il sacerdote e la sacerdotessa recitavano al modo dei moderni gruppi teatrali, e mettevano in scena un dramma religioso (una tragedia oppure una commedia, a seconda dell'alta festività), indossando maschere e costumi per impersonare gli dèi e le dèe. Ciò veniva esperito dalla congregazione (ci si aspettava che lo fosse) come un viaggio su delle "montagne russe emozionali", le quali stimolavano le loro emozioni, la loro immaginazione e la loro capacità mentale. Musica ed altri tipi di manifestazioni artistiche erano spesso parte delle cerimonie, e funzionavano come catalizzatori emozionali. Nel caso in cui fosse stato parte d'una cerimonia d'iniziazione, il candidato spesso partecipava al dramma, senza maschera e in parte all'oscuro di ciò che sarebbe accaduto, e naturalmente erano testimoni di tali misteri solamente gli individui della congregazione che già fossero passati per quella particolare iniziazione.


Il teatro di Epidauro, in Grecia, risale approsimativamente all'anno 350 prima del tempo che calcoliamo

Il teatro di Epidauro, in Grecia, risale approsimativamente all'anno 350 prima del tempo che calcoliamo.

Fase 3. L'esame. Nel caso in cui fosse stato parte d'una cerimonia d'iniziazione, il candidato avrebbe dovuto dire o fare qualcosa per influenzarne l'esito, per far sì che la cerimonia si concludesse come avrebbe dovuto. Il candidato veniva di norma istruito in precedenza da un mistagogo (un tutore in ambito religioso) su come reagire a diverse contingenze, dunque egli o ella avrebbe dovuto saper bene che cosa fare o dire, ma talvolta i candidati dovevano indovinarlo da sé.

Fase 4. La graduazione (dei candidati) ovvero La conclusione. La funzione (morale) del dramma (cerimonia) veniva svelata al candidato, ed egli o ella veniva accettato/a o rifiutato/a dagli dèi e dalle dèe (vale a dire dai sacerdoti e dalle sacerdotesse). Questa parte della cerimonia spesso aveva fine quando il sole sorgeva, e il candidato veniva accettato come nuovo membro della congregazione, ovvero acquisiva un nuovo ruolo in essa.

Fase 5. La celebrazione. Quando il dramma rituale terminava, la cerimonia si concludeva con una gioiosa festa, ovvero, nel caso delle cerimonie d'iniziazione, l'iniziato poteva per la prima volta unirsi al resto della congregazione in tali festeggiamenti, che comprendevano buon cibo e bevande, danze ed altri divertimenti. La cerimonia aveva fine col silenzio ed il riposo.

In un certo senso, la maggior parte di ciò che oggi costituisce i nostri divertimenti non sono che cerimoniali-beffa: i drammi nei teatri moderni, i film al cinema, le feste a cui partecipiamo, gli eventi sportivi, il turismo, le lezioni scolastiche, e così via; e alcune di queste attività sicuramente potranno anche illuminarci un po' e condurci un po' più vicino agli dèi. In ogni caso, tutte queste attività sono frammentarie e insufficienti, ed estrapolate dal loro contesto non significano molto. Esse non sono studiate su misura per individui della nostra razza, come invece lo sono le cerimonie pagane, e non fanno parte d'un tutto più grande. Ci attacchiamo ai nostri moderni cerimoniali-beffa poiché essi son tutto ciò che abbiamo, e poiché noi abbiamo bisogno del divertimento e di una qualche sorta d'affinamento (ovvero di cerimoniale), ma sarebbe stato molto meglio se invece (o al limite anche) avessimo iniziato a celebrare le alte festività pagane, come ci si aspetterebbe che facessimo. Esse ci affineranno e divertiranno, ci eleveranno e illumineranno.


***

Esistono in noi abilità latenti che verranno riportate in vita, se noi le risveglieremo. L'abilità di riprodursi, ad esempio, viene risvegliata dal tempo: ad una certa età si giunge alla pubertà, e all'improvviso si è in grado di riprodursi. Altre abilità rivivranno in noi, se raggiungeremo un certo livello d'intelligenza, di empatìa e di purezza, o d'altro ancora, oppure una combinazione tra diversi fattori.

Esistono abilità latenti nell'uomo nordico (= europeo) di cui ancora sappiamo poco o nulla. Allo stesso modo in cui oggi conosciamo solamente cinque dei sette sensi, e cominciamo forse a percepire l'esistenza del sesto (l'intuizione). Chiaroveggenza, telecinesi, telepatìa, poteri guaritori e altre abilità possono emergere in noi, così come quella di riprodurci, ma solamente se ci esponiamo all'"input" giusto; solamente se viviamo in accordo con le regole e con le leggi pagane; solamente se passiamo attraverso i riti d'iniziazione pagani; solamente se partecipiamo alle cerimonie pagane; e, non di meno, solamente se conserviamo il nostro sangue nordico.

Vi è un fantastico mondo di magìa là fuori per noi, allora perché scegliere di vivere in un mondo giudeo-cristiano fatto d'odio per se stessi, d'ignoranza, di ristagno, di stupidità, di tenebra?

Nota:
  1. Cfr. V. Vikernes, Guide to the Norse Gods and their Names, 2001, Cymophane Publishing; trad. it. Breviario degli dèi norreni e dei loro nomi, pagg. 16-17 (entrambi i testi sono disponibili all'indirizzo www.burzum.org). Si veda inoltre V. Vikernes, Paganism, X, "The Origin and Purpose of Religion"; trad. it. Paganesimo, X, "L'origine e lo scopo della religione".

Varg Vikernes
(03.03.2006)
Traduzione di Lupo Barbéro Belli



Ars moriendi.
(L'arte di morire)


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