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Paganesimo: Parte VIII - Selezione soprannaturale

Il paganesimo spesso vien visto come un'ideologia social-darwinista che propugna la selezione naturale, ma in effetti questo è quanto di più lontano dalla verità si possa concepire. Sorpresi? Beh, non dovreste. Pensateci per un momento: selezione naturale significa sopravvivenza del più adatto, è vero, ma in sostanza si tratta di sopravvivenza del più scaltro. I predatori sopravvivono e prosperano non perché siano coraggiosi, nobili e forti, ma in quanto essi utilizzano tutti i mezzi ingannevoli a loro disponibili per sopravvivere; poiché, generalmente parlando, essi attaccano solamente chi è più debole di loro, e non provano alcuna empatia, né onore, pietà o compassione. I leoni, così fieri, uccidono la preda più inerme e debole, e lo fanno tendendogli un agguato. I gatti di casa torturano a morte roditori grandi 1/10 delle loro dimensioni, anch'essi tendendogli agguati. Le aquile scendono in picchiata dal cielo ed uccidono creature piccole, inconsapevoli e indifese. I lupi attaccano in branco prede solitarie. I serpenti uccidono col veleno. Dov'è l'onore in tutto ciò? I predatori son tutti codardi assassini, privi di qualunque decenza e onore.

Se si applica la selezione naturale al mondo umano si coltiva l'animale nell'uomo. Il più scaltro sopravviverà a spese di tutti gli altri, ma il mondo si trasformerebbe in un orribile pianeta bestiale. In effetti, esiste un nome per queste creature più scaltre tra noi: li chiamiamo psicopatici! Essi sono creature bestiali, subumane, poiché a loro mancano i tratti e le abilità divine che ci rendono umani e differenti dagli animali.

L'uomo è una creatura paradossale, in parte terrestre e in parte divina; poiché, quando fummo creati dagli dèi, essi per far questo utilizzarono il miglior sangue dei giganti terrestri. Essi ci donarono un aspetto divino e una mente (o un'"anima" se Vi piace), ma la natura dei giganti è ancora lì, nel nostro sangue, e non dobbiamo mai dimenticarlo. Possiamo ascoltare il richiamo della nostra natura di gigante, "il richiamo di Chtulu", e divenire come animali (vale a dire psicopatici), oppure possiamo seguire i dettami della mente e restare umani, e infine divenire dèi. L'uomo che impieghi la sopravvivenza del più adatto nella sua società in pratica introdurrà la legge dei giganti, e semplicemente si trasformerà in un animale.

La mitologia scandinava ci mette in guardia dal fatto che se consentiamo a Loki (l'intelligenza) di lavorare senza l'assistenza di Óðinn (la mente), egli ci condurrà alla rovina. Loki non è "cattivo", né nulla del genere, ma senza la guida della mente egli distrugge il mondo comunque, poiché la sua natura curiosa vede tutto questo come una sfida ("Sarà veramente invulnerabile Baldr? Hmm…devo scoprirlo…") e poiché egli non ha morale (mente) che lo guidi.

Onestà, valore, fedeltà, gentilezza, empatia, pietà ed ogni cosa che noi vediamo come buona e positiva è innaturale, o piuttosto soprannaturale. Sono tratti e abilità divini, che gli dèi ci hanno trasmesso, e non la natura! Tutte le creature viventi, compresi gli animali, hanno in sé tracce del divino, poiché tutti son stati creati dagli dèi, ma secondo al nostra mitologia solamente gli esseri umani appartenenti alla progenie di Jarl (l'uomo nordico [= l'uomo europeo]) possiedono i prerequisiti necessari a divenire dèi. Il nostro compito e il nostro scopo è permettere che gli dèi prevalgano, e assicurarci che non lo facciano i giganti. Il nostro compito e il nostro scopo è divenire dèi: gentili, onesti, leali, empatici, coraggiosi e forti nobili. Abbiamo bisogno anche dell'intelligenza, sicuro, ma mai dell'intelligenza da sola.

All'inizio dei tempi gli dèi stessi insegnarono all'uomo del nord come vivere per divenir divino, e fino alla tarda età del bronzo (oppure, in Scandinavia e nell'Europa centro-settentrionale e centro-orientale, fino all'età vichinga) noi seguimmo queste regole e leggi. Organizzavamo competizioni sportive, come i giochi olimpici, per trovare gli uomini col sangue migliore, poi lasciavamo che essi sposassero parecchie donne (sacerdotesse) per assicurarci che il sangue migliore dominasse le tribù; coltivavamo l'uomo nobile in cerimonie e misteri religiosi; estirpavamo gli psicopatici e i deboli tra noi, e rimuovevamo i geni difettosi impiegando un sistema di igiene della razza; non permettevamo a individui inferiori di accoppiarsi con noi; vivevamo vite stimolanti per esser capaci di separare il forte dal debole, e così via. Noi - gli europei - eravamo tutti biondi pagani belli e onesti, dagli occhi azzurri o grigi.

Varg Vikernes
(27.02.2006)
Traduzione di Lupo Barbéro Belli



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