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Burzum: il lupo scatenato
Intervista a Varg Vikernes
"Fenrir" rivista (#2, luglio 2010)
Diario del satanismo e del Sinistro
Edyta Mogilnicka e Michael Morthwork

Fenrir copertina rivista (2010)

Il pezzo centrale di questa uscita di GA è un'interessante intervista con l'entità balobiana che è Burzum, proveniente dalla Norvegia. Troviamo che, in generale, la visione del mondo e della vita di Varg Vikernes abbia molto in comune con l'ethos e la pratica dell'ONA, e in futuro vorremmo presentare altri individui con una simile mentalità...


***

La musica di Burzum da sfogo ai lati più oscuri della natura umana ed esprime, attraverso il simbolismo di antichi miti e leggende, un carattere provocatorio nei confronti dello sterile mondo moderno. Condividi questa affermazione?

Sì e no. Sì, Burzum esprime un carattere provocatorio nei confronti dello sterile mondo moderno, ma non vedo alcun lato oscuro della natura umana, in Burzum. In Burzum, vedo solamente il lato luminoso della natura umana. La sfrontatezza in sé è un segno di forza, e la forza è un aspetto luminoso della natura umana - così stanno le cose. Come potreste sapere, non tutti gli uomini sono forti... o nemmeno veri uomini, del resto.

Una volta, per descrivere il motivo dell'esistenza della tua musica, tu ti esprimensti come segue: "Un sogno senza appigli nella realtà, serve a stimolare la fantasìa dei mortali, a farli sognare". Io credo che la musica, in alcuni casi, sia capace di racchiudere l'essenza del divino o del numinoso, i vari aspetti degli dèi, in un modo che alla parola scritta o all'arte figurativa è precluso. Qual è, oggi, lo scopo della musica di Burzum?

Si potrebbe dire che lo scopo sia quello di educare, coinvolgere e illuminare alcuni, e quello di esasperare, alienare e attaccare altri. In ogni caso, non esiste un unico scopo della musica di Burzum, ogni cosa giace nell'occhio di chi contempla (o piuttosto nella mente di chi ascolta). È ciò che tu sei capace di trovare.

Che cosa ti ispira ancora a creare musica, dopo più di vent'anni?

La disperazione, immagino, ancora e come sempre. La volontà di esprimere il mio disgusto per il mondo moderno - e per l'uomo moderno in generale.

Sembra che in questo nostro mondo sempre più tecnologico diverrà sempre più probabile che le persone siano in grado di "accrescere" e migliorare se stesse attraverso una qualche sorta di bio/nano/cyber tecnologia. Pensi che ciò possa condurre all'übermensch, oppure si tratta solo di vuoti miglioramenti superficiali?

La biotecnologia (presa da sola tra quelle che hai citato), chiaramente insieme ad un'igiene della razza vecchio stampo (dunque positivo), potrebbe condurre a un buon fondamento per un tale tipo di uomo, ma sarebbe necessario un modo diverso di educare (magari mutuato da Sparta?), nonché una società più avanzata. Il minerale grezzo, da solo, non serve a nulla. Per fare una spada serve anche l'abilità.

Credo che sia corretto affermare che la società moderna/la nazione stato sia stata creata quasi solamente allo scopo di rendere le persone più deboli e più mondane, più sicure e più ferme, e tutte schiave delle leggi e della morale di tale società, che esiste solo a questo stesso scopo. atuo parere, come dovrebbe essere la società ideale?

Il problema, in verità, è l'agricoltura, e il fatto che non viviamo più in società nomadiche tribali - e siamo in troppi. In ogni caso, questo non accadrà di nuovo, e magari è una buona cosa, dunque forse una società feudale o classica (antica europea) potrebbe essere l'ideale. Personalmente, per me una società ideale sarebbe quella in cui solamente io e coloro a cui tengo esistono... Forse una casa con un grande giardino e alte mura intorno ad essa, e un fucile (o arco e frecce) per colpire chi dovesse oltrepassarle. Non m'interessa molto la società. Se è malata (e chiaramente lo è) crollerà e verrà rimpiazzata da qualcosa di migliore. Alla fine. Siediti, e goditi la rovina del mondo; accade mentre noi stiamo parlando, davanti ai nostri occhi. Quando tutto sarà in rovina, potremo emergere dai nostri castelli, torri e caverne, e costruire un nuovo mondo - utilizzando come schiavi i sopravvissuti del vecchio. Oppure mettendoli in fila davanti a un muro.

Durante i vecchi tempi di Burzum, tu parlavi di come la scena black metal norvegese all'epoca fosse come una tribù isolata, coi sui codici di condotta e di fedeltà - tenevate armi e vi discostaste del tutto dalle persone "normali". Ti manca mai quell'aspetto di sinistro cameratismo? A prescindere dal fatto che l'idea non venne in realtà compiuta da coloro che erano coinvolti.

Non mi manca, poiché era falso. Non era un branco di lupi, ma un lupo solo, con un branco di pecore travestite da lupi che ne seguiva i passi. Detesto i seguaci, così come detesto tutti gli altri vermi.

È un'idea largamente accettata che tutti saremmo "uguali". Sembra che sia sbagliato affermare che alcuni sono meno intelligenti, meno belli, o meno abili di altri. Affermarlo sarebbe eresia. Che cosa ne pensi di queste moderne "eresie", e chi, esattamente, ne trae beneficio?

Beh, a breve termine ne traggono beneficio i meno intelligenti, i meno belli e i meno abili, e a lungo termine, per un periodo di tempo, ne traggono beneficio coloro che hanno bisogno che le nostre specie siano composte da uomini dalla mente schiava per poter mantenere il controllo. Alla fine, essi provocheranno il crollo dell'umanità, di tutti noi, a meno che, chiaramente, non ci rivoltiamo e ci manteniamo forti. Ora, noi già ci rivoltiamo e ci manteniamo forti, dunque in realtà questo non è un problema. Voglio dire, non ha importanza ciò che le orde di nasilunghi, "artisti" e "scrittori" dicono o fanno: io scelgo di restare forte, e non sono solo. Sono in molti a esser come me, là fuori. Dunque, se gli altri diventano più deboli, più stupidi e meno abili, perché dovrebbe importarmi? Che vadano a fare in culo, per così dire. Che marciscano. Che nuotino e anneghino in quella pozzanghera di fango, se non capiscono meglio. Sono comunque soltanto schiavi...

Immagino che tu sia d'accordo che il mondo è sovrappopolato (ma di tutte le razze?). Dunque, che soluzione a questo problema suggeriresti? Ad esempio, un filosofo moderno suggerisce scherzosamente che dovremmo uccidere tutti coloro che hanno un QI inferiore a 120.

Beh, non sono affatto d'accordo con lui; ci serve la nostra working class (i nostri schiavi). L'umanità è come un corpo umano, è composta di cellule (individui). Alcune sono cellule cerebrali. Altre sono cellule del sangue. Altre ancora sono cellule delle ossa, della pelle, eccetera. Abbiamo bisogno di tutte, ma prima di tutto e soprattutto ci servono le cellule cerebrali per esser responsabili. È il problema odierno. Lasciamo che le mani e i piedi (working class) svolgano le mansioni del pensare, e lasciamo che virus alieni (come ebrei e musulmani) dicano loro che cosa pensare.

Che opinione hai dell'esplorazione dello spazio e della colonizzazione di altri pianeti? Si tratta di un obiettivo realistico a tuo parere?

Oggi difficilmente può essere realistico, ma non sappiamo che cosa potrà accadere in futuro. Immagino di suonare religioso quando dico questo, e lascia che ti assicuri che non lo sono, ma penso che questo pianeta sia e dovrebbe essere la nostra prigione (il nostro inferno?). Probabilmente "siamo caduti" dalle stelle, per qualche ragione, e siamo atterrati su questo pianeta per un motivo. Forse non siamo ancora i benvenuti là fuori, coi nostri individui inferiori ancora in mezzo a noi come eguali (piuttosto che come schiavi o foraggio, come dovrebbe essere), e ancora per un po' non lo saremo.

Perché, a tuo parere, i governi del mondo e la maggioranza delle persone riducono la condizione del mondo a "questioni" separate da risolvere, ad esempio la "questione ambientale", senza comprendere l'interconnessione tra i problemi?

Panem et circenses. È soltanto spettacolo, sai? Nutri le masse e intrattienile, per mantenerle in riga.

Grazie per l'intervista!

È stato un piacere. Buona fortuna e che l'amore della natura possa splendere su di Voi.

Autori: Edyta Mogilnicka e Micheal Morthwork (© 2010 "Fenrir" rivista, Regno Unito)
Traduzione di Lupo Barbéro Belli



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